martedì 4 novembre 2014

I Vinti di ieri e di oggi

In relazione all'argomento di questi giorni del Corso di Scrittura e che riguarda lo scrittore Giovanni Verga, il nostro amico Vittorio ci inoltra una email ricevuta dal fratello Giovanni, e che pubblichiamo con molto piacere, confidando in una serie di commenti e riflessioni in questo post.
Un grazie a Vittorio e a Giovanni.

Carissimi e caro fratello,
Come promesso, accluso ai DVD e a loro integrazione o a supporto della tesi che dei "Vinti", ti mando uno scritto che non  pretende di essere condiviso da tutti, ma che pure può innescare una qualche discussione sull'attualità che viviamo. E' il frutto di alcune riflessioni nell'anniversario del tragico naufragio (emblematico per le dimensioni) avvenuto nell'ottobre 2013 davanti alle coste di Lampedusa.
Fanne l'uso quello che ritieni opportuno e  fammi sapere.

Naufragio

Hai raccolto l'ortica sul limite dei fossi.
Hai sofferto in silenzio
scavando con dita diafane
improbabili piante commestibili:
tuberi e bianche radici.
Al sole riluceva l'ebano dei capelli,
negli occhi il rosso della savana che tramonta.
Ti è rimasto l'azzurro del mare: che,
impietoso, inconsapevole, ti avvolge.

Giovanni Coluccia - Ancona, ottobre 2014.

Nota dell’autore:
La Storia è densa di naufragi e di naufraghi. Oggi, come per i personaggi di Verga alla fine dell’800, e come continua ad accadere, sono sempre i più deboli a pagare.
Gli Ultimi, nel disperato tentativo di rendere accettabile a se stessi la propria esistenza, si avventurano in improbabili quanto impossibili “ scalate “ sociali, sperando che i sogni non si trasformino in chimere.
Pochi sopravvivono, in tutti i sensi. E quanti non scompaiono, ignorati da un’umanità che guarda da tutt’altra parte, restano sempre degli estranei, dei vinti.