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mercoledì 21 ottobre 2015

Corso di Scrittura

Lunedì abbiamo avuto il piacere di avere con noi l'amico Carlo Zoldan e la signora Eleonora Zambelli, esperti in ricerche storiche e paleografia, che ci stanno dando una mano per un lavoro che il Gruppo di scrittura sta realizzando.
Un grazie ai nostri amici per il loro prezioso aiuto.

foto di Adriano Toffolon





venerdì 20 marzo 2015

“FUMETTI DI GUERRA” IN PRODUZIONE ESCLUSIVA 
TRA PICCOLO TEATRO, UTE SACILE 
E LE VIGNETTE DEL “CORRIERE DEI PICCOLI”

domenica 22 marzo a Sacile speciale reading sul tema della propaganda nella 
Grande Guerra, a confronto con 
testimonianze e testi inediti

Evento speciale domenica 22 marzo a Sacile, nell’ambito degli appuntamenti legati al Centenario della Grande Guerra, che il Piccolo Teatro Città di Sacile ha ideato per la Stagione “Scenario”, con il contributo e patrocinio di Regione Friuli Venezia Giulia, Comune di Sacile e Banca di Cividale.
Nelle sale di Palazzo Ragazzoni, che per due settimane sarà animato da iniziative per grandi e piccoli all’insegna de “il Palazzo delle Storie”, sarà presentato in esclusiva regionale un incontro di approfondimento storico con reading di fonti, testimonianze e testi originali dal titolo “FUMETTI DI GUERRA” – immagini e parole sulla Prima Guerra Mondiale, creato dal Piccolo Teatro con il Laboratorio di scrittura creativa dell’Ute di Sacile e Altolivenza, sulla base delle ricerche condotte dall’Associazione Sintesi&Cultura di Vittorio Veneto, ideatrice e promotrice della mostra storico-illustrativa “IL CORRIERE DEI PICCOLI RACCONTA LA GRANDE GUERRA”, in esposizione nello stesso Palazzo dal 21 al 29 marzo.
L’incontro si concentra sul tema del primo conflitto mondiale letto attraverso i fumetti del “Corriere dei Piccoli”, tra innovazione artistica ed educazione alla guerra, tra invenzioni ingegnose ed adeguamento ai meccanismi di fabbricazione del consenso. Una strategia comunicativa assolutamente selettiva che poggia sull'esaltazione del sacrificio, della sofferenza, degli eroismi e nasconde la dura realtà bellica alla quale riporteranno invece le voci dei testimoni. Scritti e riflessioni a cura dell’Ute di Sacile e Altolivenza, attraverso gli inediti creati appositamente dagli autori del Laboratorio diretto da Marta Roghi, si mescoleranno dunque ad altre pagine di vita vissuta per dire ciò che la propaganda nasconde, grazie alla voce degli attori del Piccolo Teatro.
Sul leggio, oltre a brani tratti da diari dell’epoca e celebri passi letterari selezionati dalle curatrici della mostra Camilla Peruch e Sonia Santin, i testi di Lucia Accerboni, Paolo Bravin, Titti Burigana, Vittorio Coluccia, Elide Da Ros, Valeria Pederiva, Alberto Quintavalle, Adriano Toffolon, interpretati da Chiara Mutton, Stefano Indrigo, Daniele Poletto e Chiara Tomasella, per la regia di Filippo Facca.
L’orario d’inizio dell’evento è fissato alle 18, con ingresso libero.
La mostra sul Corriere dei Piccoli sarà aperta dal 21 al 29 maggio con il seguente orario: sabato e domenica pomeriggio dalle 15 alle 19.30, con possibilità di visite guidate dalle ore 16, sempre ad ingresso libero.
Tutte le info ai contatti del Piccolo Teatro: tel. 366 3214668 


lunedì 17 novembre 2014

Giovanni Verga al Corso di Scrittura

Continuano, nel Corso di Scrittura, le lezioni su
Giovanni Verga e il Verismo.

Il Verismo è una corrente letteraria che, come si vede in Verga, si interessa molto delle questioni socio-culturali dell'epoca in cui vive e si sviluppa. Ritroviamo, in molte sue opere, la questione della situazione meridionale, dei costumi e delle usanze, del modo di vivere assai diverso rispetto a quelli del nord Italia.
Secondo Verga, non è possibile che un personaggio di umili origini riesca in qualche modo, per quanto esso valga, a riemergere da quella condizione in cui è nato.
Non è possibile che un povero diventi ricco. In questo caso vi è la consueta eccezione narrativa nella novella "La roba", in cui il povero e umile contadino Mazzarò riesce a divenire ricco, grazie al suo impegno.
Ma anche giunto a una condizione relativamente benestante, il personaggio non potrà mai integrarsi in quello che si definisce l'ambiente alto-borghese, proprio perché egli non vi appartiene di nascita.

lunedì 3 marzo 2014

Riflessioni su di uno spettacolo teatrale

Riceviamo dal nostro corrispondente da Ancona Giovanni Coluccia uno scritto che, come al solito, pubblichiamo con piacere. 
Grazie Giovanni !

MAGAZZINO 18
Spettacolo musical – civile di Simone Cristicchi

NOTE A COMMENTO

A più di sessanta anni dalla conclusione della 2^ Guerra mondiale ci si interroga ancora, e con poche risposte, sulle ragioni profonde dell’esodo giuliano-dalmata e sulle tante vicissitudini di oltre trecentomila Italiani scomparsi o fuggiti dall’Istria addirittura  dopo la conclusione della guerra e dei trattati di pace.
Il fatto stesso che nel corso dello spettacolo, “ Magazzino 18 “, l’archivista- narratore ponga al suo interlocutore fuori campo la domanda: “Ma chi è questo Giuliano-Dalmata”, attribuendo ai due aggettivi il valore di un nome di una persona, mentre dalla situazione poi si evince che si tratta dell’Esodo giuliano-dalmata, la dice lunga sullo stato delle conoscenze del fenomeno e dei risvolti umani ad esso conseguenti.
Vicende che contrapposizioni ideologiche, appetiti territoriali, spesso odio e rancore personali, inettitudine o peggio pilatesche decisioni  di governi hanno inverato l’assunto del filosofo Hobbs “Homo hominis lupus”.
Ma non è questa la questione che qui si vuol trattare. Non lo consente la brevità di queste note e neanche la chiave di lettura con cui ci si accosta allo spettacolo che, a parere di chi scrive, è sì una ricostruzione storica, ma non è, e credo non è stata concepita, come un saggio storico.
Qui si parla dello spettacolo musicale e civile messo in piedi da Simone Cristicchi, “Magazzino 18” appunto, impostato un po’ sull’onda emotiva della memoria tramandata e un po’ sulla ricostruzione storica, dove i linguaggi della comunicazione si intrecciano, sovrapponendosi a volte, utilizzando tutti i registri fonici e scenici di cui il cantautore può disporre.
E’ un racconto per stimoli successivi, per rievocazioni oscurate, per sofferenze taciute e per orrori inconfessati.
Questa ci pare la cifra della narrazione: un lodevole tentativo di sollevare, con uno spettacolo teatrale, ma senza spettacolarizzazione, il velo dell’oblio (starei per dire colpevole), per stimolare una ricerca ed una razionale riflessione sulla ormai inutile e dannosa ideologia della difesa dei confini.
Che non significa abolirli, ma neanche idolatrarli al punto di diventare la causa di guerre fratricide, di odi violenti e di esodi di massa.

Giovanni Coluccia
Ancona, Febbraio 2014.

Nota: per chi fosse interessato, copiando il link qui sotto si possono vedere le date di questo tour teatrale, che farà tappa anche nella nostra regione:
http://www.simonecristicchi.it/articoli.cfm?id=24&id_menu=15&magazzino_18

mercoledì 19 febbraio 2014

Stasera si recita a soggetto...

Su invito dell'insegnante e ispirandosi a Luigi Pirandello, anche il Gruppo di Scrittura si è attivato improvvisando una recita a soggetto. Esperienza interessante, che ha fatto emergere dei talenti teatrali insospettati...

venerdì 24 gennaio 2014

NATURA E PROGRESSO...

Ciao Paolo, grazie per aver messo su blog le foto. Come ve la passate voi "liberi"? Spero bene, purtroppo io sono giunto a metà ferie e a fine mese dovrò tornare. Ti mando uno scritto che la Marta dice andrebbe bene per il blog, verrà pubblicato anche su "L' Azione" (settimanale diocesano di Vittorio Veneto). 
Un saluto a tutti
Alberto Quintavalle

LA ROTONDA CONTRO NATURA

Portobuffolè - Prà dei Gai
Il panorama offerto dai Pra dei Gai a chi percorre la SP 50 di Portobuffolè, nei due sensi di marcia tra Portobuffolè e Mansuè, ripaga abbondantemente il viaggiatore dell’impegno nella guida. 
Da quaranta anni più volte al giorno passo per questa strada per andare e tornare dal lavoro e ogni volta mi affascina la bellezza che si può godere guardando sia a destra che a sinistra lungo la strada sull’argine: la distesa di prati in fiore e campi coltivati, la confusione di alberi e cespugli, lo scorrere dell’acqua del Livenza o quella piatta delle inondazioni, l’invadenza della nebbia o le rare nevicate, con immagini di flora e fauna che cambiano dall’alba al tramonto, ogni giorno diverse, accompagnando le stagioni.
Ho visto la poiana abbandonare il palo del telefono per cacciare sulle sponde contorte del Rasego, i madorin volare alti in formazione e poi scendere rasenti l’acqua esondata già occupata da centinaia di gabbiani, il gheppio totalmente fermo in aria, con piccoli battiti di ali, volo detto dello “Spirito Santo,” mentre scruta il prato alla ricerca di qualche preda, i cani tenere sotto controllo greggi di pecore con agnelli e asini e altri cani accompagnare i cacciatori di lepri e fagiani.
Nel 2007 la provincia di Treviso ha costruito una rotonda appena su dalla rampa di Portobuffolè, dopo il ponte sul Livenza, confinante con i Pra dei Gai. Alla fine del 2010, arrivando alla rotonda dopo una lunga assenza, mi sono trovato davanti le sette torri totem poste al centro della stessa. Tanto ferro arrugginito mi ha distolto dalla bellezza della natura tutt'attorno, facendomi provare un forte senso di disgusto, forse perché nella mia attività di costruzioni meccaniche la ruggine è un elemento odiato.
Nella seconda settimana di gennaio di questo nuovo 2014, la Befana ha pensato di regalare alla rotonda una nuova veste, eliminando l’erba inutile e soffocando il terreno sotto 500 mq di moquette sintetica verde. 
La prossima primavera qualcuno di quelli che comandano magari addobberà la rotonda di tanti fiori di plastica sperando di farci dimenticare i 500 mq di fiori gialli che cambiavano il colore con il levarsi e il nascondersi del sole.

Villanova di Prata   15-01-2014    -   Alberto Quintavalle (artigiano in Mansuè)

Grazie Alberto, condividiamo con te questo disapprovazione per la mancanza di rispetto verso l'ambiente. Non ho trovato delle foto sulla rotonda, solo una opinione diversa, che riporto qui di seguito.
Il Fiume Livenza
Prà dei Gai
ROTATORIA A PORTOBUFFOLÈ TRA LA S.P. 50 E LA S.P. 126 E RICALIBRATURA DI UN TRATTO DELLA S.P. 126 FINO AL FIUME RESTEGGIA

“Un’opera davvero importante – spiega il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro – non solo la rotatoria che salverà molte vite ma anche un allargamento della strada che da un lato servirà a snellire la circolazione, dall'altra a renderla più sicura. Un’infrastruttura realizzata in un’importante area a vocazione turistica come quella di Portobuffolè, che aumenterà la qualità del trasporto per i cittadini, i visitatori e anche gli imprenditori della vicina area industriale”.
Treviso, 7 maggio 2007


martedì 21 gennaio 2014

Il nostro amico Alberto Quintavalle ci manda alcune foto da Cortina.
Grazie Alberto, e scusa se non le abbiamo pubblicate prima, ma anche il computer, a volte, ha problemi di salute.
Ti aspettiamo al più presto fra noi.

Ciao Paolo, ti mando una foto fatta scendendo dal Piancavallo la sera della Befana, vi saluto tutti da Cortina a presto.




Ciao Paolo, ringrazio tutti gli amici che si sono interessati della mia salute, ti mando alcune foto fatte dalla finestra della camera dell'albergo, salute a tutti, a presto Alberto.




domenica 22 dicembre 2013

Raccontino di Natale

Quest'anno sono un po' in ritardo con il mio solito raccontino di Natale. 
Buona lettura e tanti auguri a tutti.
Lucia Accerboni
                                       
Ginepro natalizio

Sto addobbando il mio alberello di Natale, rigorosamente autentico, avendo messo definitivamente in cantina quello di plastica made in China acquistato incautamente alcuni anni fa, che più che rallegrarmi mi faceva tanta malinconia e il mio pensiero corre ad altri alberi oramai  lontani nel tempo. 
Mio padre lo acquistava con largo anticipo e mi aiutava ad addobbarlo, da bambina, poiché lui aveva più estro di me nel posizionare palline, fili d’argento, dolcetti e candele, completando il tutto con ciuffi di candida bambagia. 
Nella casa dei miei nonni materni e degli zii l’albero non mancava mai e da loro ne facevano sempre uno che per me era speciale, era di ginepro e non di abete. 
Mio zio Bepi andava a prenderlo in un campo non molto distante dall'abitazione e lo trascinava a casa su un carretto, salendo poi una ripida scala fino a raggiungere la cucina, dove veniva posizionato in un angolo con ai piedi il presepio. 
Veniva riccamente addobbato (o almeno a me sembrava così, in quei Natali del dopoguerra), con tante candeline e tantissima bambagia, fino a renderlo quasi completamente bianco. 
Noi bambini ci avvicinavamo con cautela all'albero, perché aveva le foglie pungenti e staccare i dolcetti avvolti in carta dorata diventava un’impresa quanto mai ardua, per noi che non avevamo la pazienza necessaria per far scivolare le manine attraverso le foglie e volevamo impossessarci subito del goloso regalo. 
Mi piaceva molto, questo arbusto, soprattutto d’inverno, quando la brina lo ricopriva creando sui rami candidi ricami che il sole faceva luccicare con un tremolio simile a quello delle candele. 
Ricordo Natali freddissimi nell'ampia cucina dei nonni, che neanche il brontolio continuo della grande stufa riusciva a riscaldare. 
Ma noi bambini uscivamo lo stesso per andare a fare il giro di tutte le case del paese dove sapevamo che c’era sempre un pezzetto di mandorlato o di dolce messo da parte per noi. Guardavamo dall'alto della collina gli altri due paesi di fronte, distanti solo pochi chilometri, dove abitavano altri zii, che non potevamo frequentare perché un assurdo confine ce lo impediva e cercavamo di individuare le loro case, perché così ci aveva insegnato la nonna, che non mancava mai di rivolgere un pensiero a questi figli e nipoti così vicini eppure così lontani.

Sto pensando a tutto questo mentre sto mettendo gli ultimi fili d’argento e sto canticchiando “Astro del ciel” che, lo confesso, non ho mai memorizzato in italiano, continuando a cantarlo sempre in tedesco (Stille Nacht) o in sloveno (Sveta Noč) così come mio padre e mia madre mi hanno insegnato. 
Credo sia una peculiarità di quelli che vivono a cavallo di più culture,“hommes aux semelles de vent” come vengono chiamati in Francia (uomini dalle suole fatte di vento), capaci di adattarsi a tutte le situazioni, zingari nella vita, senza mai però dimenticare le proprie radici, curiosi di tutto e, perché no, sognatori fino all'ultimo respiro.

                                                                           Lucia Accerboni
 Buon Natale,  frohe Weihnachten, Vesel božič  a tutti.



lunedì 16 dicembre 2013

Un racconto per Natale

Il nostro corrispondente UTE da Ancona, Giovanni Coluccia, ci manda questo simpatico e delicato racconto.
Grazie Giovanni, lo pubblichiamo con molto piacere, e ti facciamo i nostri migliori auguri di Buone Feste.
                                                               ***
Vanni e la notte di Natale

Quella notte Vanni non era voluto andare a letto. 
Non che non avesse sonno, ma aveva convinto il nonno a portarlo con sé, a governare le mucche nella stalla. “Solo per qualche ora - diceva - il tempo di salutare il mio vitellino prediletto”. 
Mentiva il ragazzo, e il nonno lo aveva capito. 
Era freddo, fuori impalpabili fiocchi di neve raccontavano un inverno da vivere accanto al crepitìo del fuoco che ardeva nel camino. 
Anche dalla stalla il rigore di quel dicembre innevato veniva in qualche modo tenuto lontano. E non poteva essere altrimenti. 
Al tiepido calore umano si aggiungeva per l’occasione un braciere di carboni accesi, portati lì dalla nonna insieme ad una tinozza di acqua calda e a quanto sarebbe servito al veterinario arrivato apposta dalla città.
Già, perché quella notte la Bianchina, col ventre gonfio come una mongolfiera, doveva partorire. 
E Vanni non voleva mancare l’evento. 
Ma il sonno non fa sconti e a Vanni, che si era accovacciato vicino al braciere, al piacevole tepore della brace gli si erano chiusi gli occhi malgrado ogni sforzo per tenerli aperti. 
La nonna lo aveva amorevolmente coperto con uno scialle. 
E lui sognava… 
“Non beccarmi, ti prego - diceva una formichina ad un pettirosso che era lì pronto per mangiarla - sono poca cosa e non soddisferei i tuoi bisogni”. 
Il pettirosso si era fermato, era rimasto un po’ titubante, poi aveva replicato: “ Ma io ho fame, devo sfamare anche i miei piccoli e fuori, con la neve, non trovo niente da beccare”. 
Aspetta - riprese la formica che intanto era stata raggiunta da alcune sue compagne - se mi risparmi, noi, tutte insieme ti porteremo un po’ del nostro cibo che abbiamo nel granaio”. 
Il pettirosso non era molto convinto, ma quella era una notte particolare, prestò fiducia e si trovò davanti un bel mucchietto di semi con cui sfamare se stesso e i suoi piccoli. 
Un impercettibile sorriso era affiorato sul volto di Vanni, che avrebbe dormito ancora a lungo se il suono a distesa delle campane della chiesa vicina non lo avessero svegliato. 
E meno male: giusto in tempo per vedere il piccolo vitellino appena nato drizzarsi malfermo sulle zampe, sostenuto dal nonno e teneramente annusato da Bianchina, fiera della sua creatura. 
Era ora di andare a letto. 
I grandi, pensava, alla messa di mezzanotte di Natale. 
Lui a dormire: per continuare a sognare pettirossi amici delle formichine.

Giovanni Coluccia
Dicembre 2013.

lunedì 11 novembre 2013

Dal nostro inviato a Cortina

Ciao Paolo, salutami tutti i compagni di corso, ringraziali per il loro interessamento alla mia salute e perché mi tengono informato di tutto quello che succede all'Ute.
Qui ancora non nevica, così sabato prossimo torno a casa e lunedì 18 spero di essere a lezione. Ti mando comunque delle foto fatte sulla neve da queste parti l'anno scorso.
Ciao a tutti, a presto. 
Alberto Quintavalle










Per ingrandire cliccare sulle foto

martedì 5 novembre 2013

Il gruppo del Corso di scrittura




Ci siamo quasi tutti. Gli assenti avranno una nota nel registro di classe...
Foto di Adriano Toffolon

mercoledì 30 ottobre 2013

Omaggi di stagione per una buona lettura

Il nostro amico Alberto Quintavalle ci manda una mail con alcune foto da Cortina, dove non è andato a sciare ma ad affrontare una operazione in clinica.
Grazie Alberto, pubblichiamo con piacere il tutto.

Ciao Paolo, leggo sempre molto volentieri tutto quello che tu e altri del corso mi mandate. 
Mi dispiace di non essere presente alle lezioni del corso di scrittura, e cerco di passare il tempo scrivendo, leggendo, controllando le mail e sistemando foto.
Ti mando alcune immagini autunnali per il blog, se ne vale la pena, augurando a tutti buona lettura e buona scrittura.
Salute a tutti    Alberto


Per ingrandire cliccare sulle foto


domenica 27 ottobre 2013

PER UNA CIVILE CONVIVENZA

Riceviamo dal nostro corrispondente Giovanni Coluccia uno scritto che pubblichiamo con piacere, e ringraziamo l'amico Giovanni per la gradita collaborazione.

Non è facile districarsi nella girandola delle vicende politiche, sociali e umane  che  giornalmente i mezzi di comunicazione ci propongono. E non perché ci facciano difetto capacità logiche e sintesi astrattive. Credo, anzi, che ciascuno di noi, dotato di quel sano buon senso fatto di misura e comprensione, sia in grado di tracciare da sé e per sé il solco su cui procedere per realizzare gli obiettivi prefissati. Tuttavia il canto delle sirene da destra, dal centro, da sinistra e comunque da qualunque parte spiri il vento, unito al clamore martellante e assordante dei venditori di bufale autoproclamatisi detentrici della “ verità “, un indigesto disorientamento lo ottiene, un diffuso e crescente disgusto verso ciò che ci circonda e che invece dovrebbe essere rivalutato e posto al centro dell’attenzione.
La pacifica convivenza umana,non ridotta a utopia, ma elevata a tensione morale e civile, dovrebbe essere la stella polare da seguire. Anzitutto da quanti, e sono anche troppi, sono al timone della“nave Italia.” Salvo che, per bassi  interessi di bottega, non siano tutti emuli di quel comandante  navale e del disastro conseguente a tutti arcinoto.

Giovanni Coluccia

Ancona 14/ 10 /2013.

lunedì 14 ottobre 2013

Corso di scrittura

Prendete una parola qualunque, e usate le singole lettere come iniziale di un'altra parola.
A  questo punto scrivete un breve pensiero nel quale siano inserite tutte le parole che avete scelto.
Facile? Non è detto. Divertente? Questo sì. Quasi un gioco da settimana enigmistica.
Così è cominciato il Corso di scrittura di quest’anno.
Grazie alla nostra insegnante Marta Roghi, la partenza per il nostro viaggio “scolastico” è stato un ottimo inizio.
Alla prossima.


venerdì 8 marzo 2013

CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE - settima parte

In occasione della festa dell'8 marzo, riprendiamo la pubblicazione dell'inchiesta realizzata dalla nostra amica Maria Bortoluzzi sulla condizione della donna in varie parti del mondo.Come dimenticare le migliaia di domestiche che dall'Estremo Oriente 
(Filippine, Indonesia...) si spostano nei paesi del Golfo (Arabia Saudita, Kuwait in particolare, ma anche in Libano). Non sono di religione mussulmana e la loro permanenza lì è molto penosa: poco pagate, documenti sequestrati , sfruttate, spesso maltrattate anche fisicamente e a volte abusate. Il fenomeno è diventato così preoccupante da far intervenire le autorità di un paese, l'Indonesia, al  fine di tutelare le condizioni di vita delle sue connazionali emigrate in quei paesi, anche attraverso accordi specifici al riguardo. Il caso recente che ha fatto ‘scatenare’ l'intervento dell'Indonesia è stato infatti l'uccisione di una domestica da parte del suo ‘padrone’ arabo.
E che dire della lapidazione, prevista dall'Islam e ancora praticata ,anche se , fortunatamente, il fenomeno non è più molto diffuso: ma ANCHE UNA SOLA LAPIDAZIONE E' DI TROPPO!!. Il caso più recente, segnalato dalla BBC all'inizio di novembre, riguarda l'Afghanistan dove, nella provincia di Ghanzi, madre vedova e figlia sono state lapidate per ‘deviazione morale e adulterio’. Viene riportato che un gruppo di talebani è entrato nell'abitazione delle donne, le hanno trascinate in cortile, lapidate e uccise senza che i vicini siano intervenuti. 
Questi casi lasciano veramente allibiti e senza parole.
                                                                                                     Maria Bortoluzzi - continua

giovedì 28 febbraio 2013

Intorno alla Poesia

Il nostro amico Vittorio Coluccia, che frequenta il Corso di Scrittura, ci manda queste sue interessanti considerazioni, che pubblichiamo con piacere, e che speriamo possano stuzzicare qualche commento.

Charles Baudelaire 
Carissimi,
non è per "mostra di sé" o per difendere una "categoria" alla quale solo mi avvicino, ma per onestà intellettuale.

Paolo, se per la prof. va bene, inseriscilo pure nel nostro blog.
'Notte a tutti

Vittorio


Si è parlato in questi giorni, nel corso del Gruppo di Scrittura, di Poesia ed in particolare del DECADENTISMO FRANCESE.
Ho sentito pareri diversi e a volete irrispettosi, a volte anche giudizi negativi sugli autori.
Mi chiedo: come ci si avvicina all’ascolto della poesia? Con quale animo e talvolta… con quale presunzione?
Forse la Poesia è per tutti? Dovrebbe, ma certamente non per tutti allo stesso modo.

Come nasce una poesia:
 I ”Poeti” moderni vivono una loro personale situazione emozionale e talvolta, per cause non facili a dirsi, esprimono in “forma poetica” le loro emozioni e, a volte, quello che in passato poteva sembrare un mero esercizio tecnico, richiede ora con forza di essere espresso in una forma libera, dove anche la forma indica sostanza e richiama l’attenzione sul senso delle parole e del verso.
Talvolta è il tormento come pure l’entusiasmo che originano una emozione, e l’uno e l’altro procurano una sofferenza che viene poi espressa.
La sofferenza del poeta.
Ascoltare una nota di violino, esile e persistente, penetrante e pur dolce, percepire le vibrazioni che si librano nell'aria animandola di palpiti e di suggestioni;
guardare in faccia il tenero sole di un’alba sul mare … e sentirsi inebriati della sua diafana luce prima che si incendi l’azzurra distesa;
osservare un dipinto dei nostri grandi maestri e penetrarlo nelle ombre e nelle luci e nelle espressioni dei suoi personaggi e sentirsi con l’autore partecipi della sua ispirazione;
incontrare lo sguardo e il sorriso di un bambino … e perdersi in un mondo innocente e ormai passato;
vivere l’esperienza di una perdita e sentire il bisogno disperato di urlare …!
Si potrebbe proseguire all'infinito perché infinite sono le cause della sofferenza del poeta.

Leggere una poesia:
 Per avvicinare quindi una poesia è necessario farlo con umiltà o almeno con discrezione, quasi in punta di piedi. Superata l’agevole ritmica della poesia tradizionale dove cuore fa rima con amore e storna con non ritorna e la cadenza metrica accompagna il verso che suona un impercettibile sottofondo, osserviamo che la moderna poesia vive spazi espressivi di grande libertà stilistica che libera con lo scritto le palpitazioni intime del poeta; sono vibrazioni e turbamenti, innamoramenti e tormenti propri di una sensibilità capace di percezioni sottili che a volte rivelano la delicatezza di un animo e spesso la sua fragilità e quindi … la sua debolezza.
Emozione è spesso sinonimo di sofferenza.
Bisogna quindi considerare lo stato d’animo che vive il poeta, l’ambiente e la storia sua e del suo tempo e forse possiamo capire un po’ di più.
Ma il capire non è importante quanto il sentire. Sentire vuol dire partecipare del tormento del poeta e quindi emozionarsi con lui.
Allora il messaggio è arrivato.
Buona poesia a tutti!

                                                                                Vittorio Coluccia - Sacile 27 febbraio 2013


domenica 4 novembre 2012

Concorso letterario

Domenica 9 settembre 
in Piancavallo
Alle ore 15.00 presso Palaghiaccio
Premiazione del concorso 
“Favole nel bosco”.


Il concorso era articolato in tre sezioni: bambini e ragazzi, adulti, testo in parlata.

La vincitrice del concorso per la sezione adulti è risultata 
Valeria Pederiva ! 
del Gruppo di Scrittura UTE di Sacile, con il racconto: 
La Transumanza.

Il premio è un buono per acquisto libri del valore di 300 euro.




Il premio è stato consegnato dalle autorità della amministrazione del Comune di Aviano

Alla nostra amica Valeria le nostre più sincere congratulazioni.

Con un po' di ritardo dovuto a motivi tecnici, pubblichiamo le foto della premiazione.


La simpatica presenza
di Ramiro Besa dei Papu



I testi premiati sono pubblicati nel sito del Comune di Aviano, che potete raggiungere cliccando QUI