La bacheca della Università della Terza Età e degli Adulti di Sacile e dell'Altolivenza
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mercoledì 8 dicembre 2021
martedì 11 ottobre 2016
mercoledì 21 ottobre 2015
Corso di Scrittura
Lunedì abbiamo avuto il piacere di avere con noi l'amico Carlo Zoldan e la signora Eleonora Zambelli, esperti in ricerche storiche e paleografia, che ci stanno dando una mano per un lavoro che il Gruppo di scrittura sta realizzando.
Un grazie ai nostri amici per il loro prezioso aiuto.
foto di Adriano Toffolon
Un grazie ai nostri amici per il loro prezioso aiuto.
foto di Adriano Toffolon
venerdì 20 marzo 2015
“FUMETTI DI GUERRA” IN
PRODUZIONE ESCLUSIVA
TRA PICCOLO TEATRO, UTE SACILE
E LE
VIGNETTE DEL “CORRIERE DEI PICCOLI”
Grande Guerra, a confronto con
testimonianze e testi inediti
Evento speciale domenica 22 marzo a
Sacile, nell’ambito degli appuntamenti legati al Centenario
della Grande Guerra, che il Piccolo Teatro Città di Sacile ha
ideato per la Stagione “Scenario”, con il contributo e patrocinio di Regione
Friuli Venezia Giulia, Comune di Sacile e Banca di Cividale.
Nelle sale di Palazzo Ragazzoni, che
per due settimane sarà animato da iniziative per grandi e piccoli all’insegna
de “il Palazzo delle Storie”, sarà presentato in
esclusiva regionale un incontro di approfondimento storico con reading di
fonti, testimonianze e testi originali dal titolo “FUMETTI DI GUERRA” –
immagini e parole sulla Prima Guerra Mondiale, creato dal Piccolo Teatro con il Laboratorio
di scrittura creativa dell’Ute di Sacile e Altolivenza, sulla base delle
ricerche condotte dall’Associazione Sintesi&Cultura di Vittorio
Veneto, ideatrice e promotrice della mostra storico-illustrativa “IL
CORRIERE DEI PICCOLI RACCONTA LA GRANDE GUERRA”, in esposizione nello
stesso Palazzo dal 21 al 29 marzo.
L’incontro si concentra sul tema del
primo conflitto mondiale letto attraverso i fumetti del “Corriere dei Piccoli”,
tra innovazione artistica ed educazione alla guerra, tra invenzioni ingegnose
ed adeguamento ai meccanismi di fabbricazione del consenso. Una
strategia comunicativa assolutamente selettiva che poggia sull'esaltazione del
sacrificio, della sofferenza, degli eroismi e nasconde la dura realtà bellica
alla quale riporteranno invece le voci dei testimoni. Scritti e
riflessioni a cura dell’Ute di Sacile e Altolivenza, attraverso gli inediti
creati appositamente dagli autori del Laboratorio diretto da Marta
Roghi, si mescoleranno dunque ad altre pagine di vita vissuta per dire ciò che
la propaganda nasconde, grazie alla voce degli attori del
Piccolo Teatro.
Sul leggio, oltre a brani tratti da diari
dell’epoca e celebri passi letterari selezionati dalle curatrici della mostra
Camilla Peruch e Sonia Santin, i testi di Lucia Accerboni, Paolo Bravin, Titti
Burigana, Vittorio Coluccia, Elide Da Ros, Valeria Pederiva, Alberto
Quintavalle, Adriano Toffolon, interpretati da Chiara Mutton, Stefano Indrigo,
Daniele Poletto e Chiara Tomasella, per la regia di Filippo Facca.
L’orario d’inizio dell’evento è fissato
alle 18, con ingresso libero.
La mostra sul Corriere dei
Piccoli sarà aperta dal 21 al 29 maggio con il seguente orario: sabato
e domenica pomeriggio dalle 15 alle 19.30, con possibilità di visite
guidate dalle ore 16, sempre ad ingresso libero.
Tutte le info ai contatti del Piccolo Teatro:
tel. 366 3214668
e web: www.piccoloteatro-sacile.org
lunedì 17 novembre 2014
Giovanni Verga al Corso di Scrittura
Continuano, nel Corso di
Scrittura, le lezioni su
Giovanni Verga e il Verismo.
Il Verismo è una corrente letteraria che, come si vede in
Verga, si interessa molto delle questioni socio-culturali dell'epoca in cui
vive e si sviluppa. Ritroviamo, in molte sue opere, la questione della situazione
meridionale, dei costumi e delle usanze, del modo di vivere assai diverso
rispetto a quelli del nord Italia.
Secondo Verga, non è
possibile che un personaggio di umili origini riesca in qualche modo, per
quanto esso valga, a riemergere da quella condizione in cui è nato.
Non è
possibile che un povero diventi ricco. In questo caso vi è la consueta
eccezione narrativa nella novella "La roba", in cui il povero e umile
contadino Mazzarò riesce a divenire ricco, grazie al suo impegno.
Ma anche giunto a una condizione relativamente benestante, il
personaggio non potrà mai integrarsi in quello che si definisce l'ambiente
alto-borghese, proprio perché egli non vi appartiene di nascita.
lunedì 3 marzo 2014
Riflessioni su di uno spettacolo teatrale
Riceviamo dal nostro corrispondente da Ancona Giovanni Coluccia uno scritto che, come al solito, pubblichiamo con piacere.
Grazie Giovanni !
MAGAZZINO 18
Spettacolo musical – civile di Simone Cristicchi
NOTE A COMMENTO
A più di sessanta anni dalla conclusione della 2^ Guerra
mondiale ci si interroga ancora, e con poche risposte, sulle ragioni profonde
dell’esodo giuliano-dalmata e sulle tante vicissitudini di oltre trecentomila
Italiani scomparsi o fuggiti dall’Istria addirittura dopo la conclusione della guerra e dei
trattati di pace.
Il fatto stesso che nel corso dello spettacolo, “ Magazzino
18 “, l’archivista- narratore ponga al suo interlocutore fuori campo la
domanda: “Ma chi è questo Giuliano-Dalmata”,
attribuendo ai due aggettivi il valore di un nome di una persona, mentre dalla
situazione poi si evince che si tratta dell’Esodo giuliano-dalmata, la dice
lunga sullo stato delle conoscenze del fenomeno e dei risvolti umani ad esso
conseguenti.
Vicende che contrapposizioni ideologiche,
appetiti territoriali, spesso odio e rancore personali, inettitudine o peggio
pilatesche decisioni di governi hanno
inverato l’assunto del filosofo Hobbs “Homo hominis lupus”.
Ma non è questa la
questione che qui si vuol trattare. Non lo consente la brevità di queste note e
neanche la chiave di lettura con cui ci si accosta allo spettacolo che, a
parere di chi scrive, è sì una ricostruzione storica, ma non è, e credo non è
stata concepita, come un saggio storico.
Qui si parla dello spettacolo musicale e civile messo in
piedi da Simone Cristicchi, “Magazzino 18” appunto, impostato un po’ sull’onda
emotiva della memoria tramandata e un po’ sulla ricostruzione storica, dove i
linguaggi della comunicazione si intrecciano, sovrapponendosi a volte,
utilizzando tutti i registri fonici e scenici di cui il cantautore può
disporre.
E’ un racconto per stimoli successivi, per rievocazioni oscurate, per
sofferenze taciute e per orrori inconfessati.
Questa ci pare la cifra della
narrazione: un lodevole tentativo di sollevare, con uno spettacolo teatrale, ma
senza spettacolarizzazione, il velo dell’oblio (starei per dire colpevole), per
stimolare una ricerca ed una razionale riflessione sulla ormai inutile e
dannosa ideologia della difesa dei
confini.
Che non significa abolirli, ma neanche idolatrarli al punto di
diventare la causa di guerre fratricide, di odi violenti e di esodi di massa.
Giovanni Coluccia
Ancona, Febbraio 2014.
Nota: per chi fosse interessato, copiando il link qui sotto si possono vedere le date di questo tour teatrale, che farà tappa anche nella nostra regione:
http://www.simonecristicchi.it/articoli.cfm?id=24&id_menu=15&magazzino_18
http://www.simonecristicchi.it/articoli.cfm?id=24&id_menu=15&magazzino_18
mercoledì 19 febbraio 2014
Stasera si recita a soggetto...
Su invito dell'insegnante e ispirandosi a Luigi Pirandello, anche il Gruppo di Scrittura si è attivato improvvisando una recita a soggetto. Esperienza interessante, che ha fatto emergere dei talenti teatrali insospettati...
venerdì 24 gennaio 2014
NATURA E PROGRESSO...
Ciao Paolo, grazie per aver messo su blog le foto. Come ve la passate
voi "liberi"? Spero bene, purtroppo io sono giunto a metà ferie e a fine mese
dovrò tornare. Ti mando uno scritto che la Marta dice andrebbe bene per il blog,
verrà pubblicato anche su "L' Azione" (settimanale diocesano di Vittorio Veneto).
Un saluto a tutti
Alberto Quintavalle
Un saluto a tutti
Alberto Quintavalle
LA ROTONDA CONTRO NATURA
| Portobuffolè - Prà dei Gai |
Il panorama offerto dai Pra dei Gai a chi percorre la SP 50
di Portobuffolè, nei due sensi di marcia tra Portobuffolè e Mansuè, ripaga
abbondantemente il viaggiatore dell’impegno nella guida.
Da quaranta anni più
volte al giorno passo per questa strada per andare e tornare dal lavoro e ogni volta mi affascina la bellezza che si può godere
guardando sia a destra che a sinistra lungo la strada sull’argine: la distesa
di prati in fiore e campi coltivati, la confusione di alberi e cespugli, lo
scorrere dell’acqua del Livenza o quella piatta delle inondazioni, l’invadenza
della nebbia o le rare nevicate, con immagini di flora e fauna che cambiano
dall’alba al tramonto, ogni giorno diverse, accompagnando le stagioni.
Ho visto la poiana
abbandonare il palo del telefono per cacciare sulle sponde contorte del Rasego,
i madorin volare alti in formazione e
poi scendere rasenti l’acqua esondata già occupata da centinaia di gabbiani, il
gheppio totalmente fermo in aria, con
piccoli battiti di ali, volo detto dello “Spirito Santo,” mentre scruta il
prato alla ricerca di qualche preda, i cani tenere sotto controllo greggi di
pecore con agnelli e asini e altri cani accompagnare i cacciatori di lepri e
fagiani.
Nel 2007 la provincia di Treviso ha costruito una rotonda
appena su dalla rampa di Portobuffolè, dopo il ponte sul Livenza, confinante
con i Pra dei Gai. Alla fine del 2010, arrivando alla rotonda dopo
una lunga assenza, mi sono trovato davanti le sette torri totem poste
al centro della stessa. Tanto ferro arrugginito mi ha distolto dalla bellezza
della natura tutt'attorno, facendomi provare un forte senso di disgusto, forse
perché nella mia attività di costruzioni meccaniche la ruggine è un elemento
odiato.
Nella seconda settimana di gennaio di questo nuovo 2014, la
Befana ha pensato di regalare alla rotonda una nuova veste, eliminando l’erba
inutile e soffocando il terreno sotto 500 mq di moquette sintetica verde.
La
prossima primavera qualcuno di quelli che comandano magari addobberà la rotonda
di tanti fiori di plastica sperando di farci dimenticare i 500 mq di fiori
gialli che cambiavano il colore con il levarsi e il nascondersi del sole.
Villanova di Prata
15-01-2014 - Alberto Quintavalle (artigiano in Mansuè)
Grazie Alberto, condividiamo con te questo disapprovazione per la mancanza di rispetto verso l'ambiente. Non ho trovato delle foto sulla rotonda, solo una opinione diversa, che riporto qui di seguito.
![]() |
| Il Fiume Livenza |
![]() |
| Prà dei Gai |
ROTATORIA A PORTOBUFFOLÈ TRA LA S.P. 50 E LA S.P. 126 E
RICALIBRATURA DI UN TRATTO DELLA S.P. 126 FINO AL FIUME RESTEGGIA
“Un’opera davvero importante – spiega il presidente della
Provincia di Treviso, Leonardo Muraro – non solo la rotatoria che salverà molte
vite ma anche un allargamento della strada che da un lato servirà a snellire la
circolazione, dall'altra a renderla più sicura. Un’infrastruttura realizzata in
un’importante area a vocazione turistica come quella di Portobuffolè, che
aumenterà la qualità del trasporto per i cittadini, i visitatori e anche gli
imprenditori della vicina area industriale”.
Treviso, 7 maggio 2007
martedì 21 gennaio 2014
Il nostro amico Alberto Quintavalle ci manda alcune foto da Cortina.
Grazie Alberto, e scusa se non le abbiamo pubblicate prima, ma anche il computer, a volte, ha problemi di salute.
Ti aspettiamo al più presto fra noi.
Ciao Paolo, ti mando una foto fatta scendendo dal Piancavallo la sera della Befana, vi saluto tutti da Cortina a presto.
Grazie Alberto, e scusa se non le abbiamo pubblicate prima, ma anche il computer, a volte, ha problemi di salute.
Ti aspettiamo al più presto fra noi.
Ciao Paolo, ti mando una foto fatta scendendo dal Piancavallo la sera della Befana, vi saluto tutti da Cortina a presto.
Ciao Paolo, ringrazio tutti gli amici che si sono
interessati della mia salute, ti mando alcune foto fatte dalla finestra della
camera dell'albergo, salute a tutti, a presto Alberto.
domenica 22 dicembre 2013
Raccontino di Natale
Quest'anno sono un po' in ritardo con il mio solito raccontino di Natale.
Buona lettura e tanti auguri a tutti.
Lucia Accerboni
Sto addobbando il mio alberello di Natale, rigorosamente
autentico, avendo messo definitivamente in cantina quello di plastica made in
China acquistato incautamente alcuni anni fa, che più che rallegrarmi mi faceva
tanta malinconia e il mio pensiero corre ad altri alberi oramai lontani nel tempo.
Credo sia una peculiarità di quelli che vivono a cavallo di più
culture,“hommes aux semelles de vent”
come vengono chiamati in Francia (uomini dalle suole fatte di vento), capaci di
adattarsi a tutte le situazioni, zingari nella vita, senza mai però dimenticare
le proprie radici, curiosi di tutto e, perché no, sognatori fino all'ultimo respiro.
Buona lettura e tanti auguri a tutti.
Lucia Accerboni
Ginepro natalizio
Sto addobbando il mio alberello di Natale, rigorosamente
autentico, avendo messo definitivamente in cantina quello di plastica made in
China acquistato incautamente alcuni anni fa, che più che rallegrarmi mi faceva
tanta malinconia e il mio pensiero corre ad altri alberi oramai lontani nel tempo.
Mio padre lo acquistava
con largo anticipo e mi aiutava ad addobbarlo, da bambina, poiché lui aveva più
estro di me nel posizionare palline, fili d’argento, dolcetti e candele,
completando il tutto con ciuffi di candida bambagia.
Nella casa dei miei nonni
materni e degli zii l’albero non mancava mai e da loro ne facevano sempre uno
che per me era speciale, era di ginepro e non di abete.
Mio zio Bepi andava a
prenderlo in un campo non molto distante dall'abitazione e lo trascinava a casa
su un carretto, salendo poi una ripida scala fino a raggiungere la cucina, dove
veniva posizionato in un angolo con ai piedi il presepio.
Veniva riccamente
addobbato (o almeno a me sembrava così, in quei Natali del dopoguerra), con
tante candeline e tantissima bambagia, fino a renderlo quasi completamente
bianco.
Noi bambini ci avvicinavamo con cautela all'albero, perché aveva le
foglie pungenti e staccare i dolcetti avvolti in carta dorata diventava
un’impresa quanto mai ardua, per noi che non avevamo la pazienza necessaria per
far scivolare le manine attraverso le foglie e volevamo impossessarci subito
del goloso regalo.
Mi piaceva molto, questo arbusto, soprattutto d’inverno,
quando la brina lo ricopriva creando sui rami candidi ricami che il sole faceva
luccicare con un tremolio simile a quello delle candele.
Ricordo Natali
freddissimi nell'ampia cucina dei nonni, che neanche il brontolio continuo
della grande stufa riusciva a riscaldare.
Ma noi bambini uscivamo lo stesso per
andare a fare il giro di tutte le case del paese dove sapevamo che c’era sempre
un pezzetto di mandorlato o di dolce messo da parte per noi. Guardavamo dall'alto della collina gli altri due paesi di fronte, distanti solo pochi
chilometri, dove abitavano altri zii, che non potevamo frequentare perché un
assurdo confine ce lo impediva e cercavamo di individuare le loro case, perché
così ci aveva insegnato la nonna, che non mancava mai di rivolgere un pensiero
a questi figli e nipoti così vicini eppure così lontani.
Sto pensando a tutto
questo mentre sto mettendo gli ultimi fili d’argento e sto canticchiando “Astro
del ciel” che, lo confesso, non ho mai memorizzato in italiano, continuando a
cantarlo sempre in tedesco (Stille Nacht)
o in sloveno (Sveta
Noč)
così come mio padre e mia madre mi hanno
insegnato.
Credo sia una peculiarità di quelli che vivono a cavallo di più
culture,“hommes aux semelles de vent”
come vengono chiamati in Francia (uomini dalle suole fatte di vento), capaci di
adattarsi a tutte le situazioni, zingari nella vita, senza mai però dimenticare
le proprie radici, curiosi di tutto e, perché no, sognatori fino all'ultimo respiro.
Lucia Accerboni
Buon Natale, frohe Weihnachten, Vesel
božič a tutti.
lunedì 16 dicembre 2013
Un racconto per Natale
Il nostro corrispondente UTE da Ancona, Giovanni Coluccia, ci manda questo simpatico e delicato racconto.
Grazie Giovanni, lo pubblichiamo con molto piacere, e ti facciamo i nostri migliori auguri di Buone Feste.
***
Vanni e la notte di Natale
Quella notte Vanni non era voluto andare a letto.
“Aspetta - riprese la formica che intanto era stata raggiunta da
alcune sue compagne - se mi risparmi, noi, tutte insieme ti porteremo un po’
del nostro cibo che abbiamo nel granaio”.
E meno male: giusto in tempo per vedere il piccolo
vitellino appena nato drizzarsi malfermo sulle zampe, sostenuto dal nonno e
teneramente annusato da Bianchina, fiera della sua creatura.
Grazie Giovanni, lo pubblichiamo con molto piacere, e ti facciamo i nostri migliori auguri di Buone Feste.
***
Vanni e la notte di Natale
Quella notte Vanni non era voluto andare a letto.
Non che non avesse sonno, ma aveva
convinto il nonno a portarlo con sé, a governare le mucche nella stalla.
“Solo per qualche ora - diceva - il tempo di salutare il mio vitellino prediletto”.
Mentiva il ragazzo, e il nonno lo aveva capito.
Era freddo, fuori impalpabili
fiocchi di neve raccontavano un inverno da vivere accanto al crepitìo del fuoco
che ardeva nel camino.
Anche dalla stalla il rigore di quel dicembre innevato
veniva in qualche modo tenuto lontano. E non poteva essere altrimenti.
Al
tiepido calore umano si aggiungeva per l’occasione un braciere di carboni
accesi, portati lì dalla nonna insieme ad una tinozza di acqua calda e a quanto
sarebbe servito al veterinario arrivato apposta dalla città.
Già, perché quella notte la Bianchina, col ventre gonfio come una mongolfiera, doveva partorire.
Già, perché quella notte la Bianchina, col ventre gonfio come una mongolfiera, doveva partorire.
Ma il sonno non fa sconti e a
Vanni, che si era accovacciato vicino al braciere, al piacevole tepore della
brace gli si erano chiusi gli occhi malgrado ogni sforzo per tenerli aperti.
La
nonna lo aveva amorevolmente coperto con uno scialle.
E lui sognava…
“Non
beccarmi, ti prego - diceva una formichina ad un pettirosso che era lì pronto
per mangiarla - sono poca cosa e non soddisferei i tuoi bisogni”.
Il pettirosso
si era fermato, era rimasto un po’ titubante, poi aveva replicato: “ Ma io ho
fame, devo sfamare anche i miei piccoli e fuori, con la neve, non trovo niente
da beccare”.
“Aspetta - riprese la formica che intanto era stata raggiunta da
alcune sue compagne - se mi risparmi, noi, tutte insieme ti porteremo un po’
del nostro cibo che abbiamo nel granaio”.
Il pettirosso non era molto convinto,
ma quella era una notte particolare, prestò fiducia e si trovò davanti un bel
mucchietto di semi con cui sfamare se stesso e i suoi piccoli.
Un
impercettibile sorriso era affiorato sul volto di Vanni, che avrebbe dormito
ancora a lungo se il suono a distesa delle campane della chiesa vicina non lo
avessero svegliato.
E meno male: giusto in tempo per vedere il piccolo
vitellino appena nato drizzarsi malfermo sulle zampe, sostenuto dal nonno e
teneramente annusato da Bianchina, fiera della sua creatura.
Era ora di
andare a letto.
I grandi, pensava, alla messa di mezzanotte di Natale.
Lui a
dormire: per continuare a sognare pettirossi amici delle formichine.
Dicembre
2013.
lunedì 11 novembre 2013
Dal nostro inviato a Cortina
Ciao Paolo, salutami tutti i compagni di corso, ringraziali per il loro
interessamento alla mia salute e perché mi tengono informato di tutto quello che
succede all'Ute.
Qui ancora non nevica, così sabato prossimo torno a casa e lunedì 18 spero di essere a lezione. Ti mando comunque delle foto fatte sulla neve da queste parti l'anno scorso.
Ciao a tutti, a presto.
Alberto Quintavalle
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Per ingrandire cliccare sulle foto
Qui ancora non nevica, così sabato prossimo torno a casa e lunedì 18 spero di essere a lezione. Ti mando comunque delle foto fatte sulla neve da queste parti l'anno scorso.
Ciao a tutti, a presto.
Alberto Quintavalle
Per ingrandire cliccare sulle foto
martedì 5 novembre 2013
Il gruppo del Corso di scrittura
Ci siamo quasi tutti. Gli assenti avranno una nota nel registro di classe...
Foto di Adriano Toffolon
mercoledì 30 ottobre 2013
Omaggi di stagione per una buona lettura
Il nostro amico Alberto Quintavalle ci manda una mail con alcune foto da Cortina, dove non è andato a sciare ma ad affrontare una operazione in clinica.
Grazie Alberto, pubblichiamo con piacere il tutto.
Ciao Paolo, leggo sempre molto volentieri tutto quello che tu e altri del corso mi mandate.
Mi dispiace di non essere presente alle lezioni del corso di scrittura, e cerco di passare il tempo scrivendo, leggendo, controllando le mail e sistemando foto.
Ti mando alcune immagini autunnali per il blog, se ne vale la pena, augurando a tutti buona lettura e buona scrittura.
Salute a tutti Alberto
domenica 27 ottobre 2013
PER UNA CIVILE CONVIVENZA
Riceviamo dal nostro corrispondente Giovanni Coluccia uno scritto che pubblichiamo con piacere, e ringraziamo l'amico Giovanni per la gradita collaborazione.
Non è facile
districarsi nella girandola delle vicende politiche, sociali e umane che
giornalmente i mezzi di comunicazione ci propongono. E non perché ci
facciano difetto capacità logiche e sintesi astrattive. Credo, anzi, che ciascuno
di noi, dotato di quel sano buon senso fatto di misura e comprensione, sia in
grado di tracciare da sé e per sé il solco su cui procedere per realizzare gli
obiettivi prefissati. Tuttavia il canto delle sirene da destra, dal centro, da
sinistra e comunque da qualunque parte spiri il vento, unito al clamore martellante
e assordante dei venditori di bufale autoproclamatisi detentrici della “ verità
“, un indigesto disorientamento lo ottiene, un diffuso e crescente disgusto
verso ciò che ci circonda e che invece dovrebbe essere rivalutato e posto al
centro dell’attenzione.
La pacifica
convivenza umana,non ridotta a utopia, ma elevata a tensione morale e civile,
dovrebbe essere la stella polare da seguire. Anzitutto da quanti, e sono anche
troppi, sono al timone della“nave Italia.” Salvo che, per bassi interessi di bottega, non siano tutti emuli
di quel comandante navale e del disastro
conseguente a tutti arcinoto.
Giovanni Coluccia
Ancona 14/
10 /2013.
lunedì 14 ottobre 2013
Corso di scrittura
A questo punto
scrivete un breve pensiero nel quale siano inserite tutte le parole che
avete scelto.
Facile? Non è detto. Divertente? Questo sì. Quasi un gioco
da settimana enigmistica.
Così è cominciato il Corso di scrittura di quest’anno.
Grazie alla nostra insegnante Marta Roghi, la partenza per il nostro
viaggio “scolastico” è stato un ottimo inizio.
Alla prossima.
venerdì 8 marzo 2013
CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE - settima parte
In occasione della festa dell'8 marzo, riprendiamo la pubblicazione dell'inchiesta realizzata dalla nostra amica Maria Bortoluzzi sulla condizione della donna in varie parti del mondo.
Come dimenticare le migliaia di domestiche che dall'Estremo
Oriente
(Filippine, Indonesia...) si spostano nei paesi del Golfo (Arabia Saudita, Kuwait in particolare, ma anche in Libano). Non sono di religione mussulmana e la loro permanenza lì è molto penosa: poco pagate, documenti sequestrati , sfruttate, spesso maltrattate anche fisicamente e a volte abusate. Il fenomeno è diventato così preoccupante da far intervenire le autorità di un paese, l'Indonesia, al fine di tutelare le condizioni di vita delle sue connazionali emigrate in quei paesi, anche attraverso accordi specifici al riguardo. Il caso recente che ha fatto ‘scatenare’ l'intervento dell'Indonesia è stato infatti l'uccisione di una domestica da parte del suo ‘padrone’ arabo.
Come dimenticare le migliaia di domestiche che dall'Estremo
Oriente (Filippine, Indonesia...) si spostano nei paesi del Golfo (Arabia Saudita, Kuwait in particolare, ma anche in Libano). Non sono di religione mussulmana e la loro permanenza lì è molto penosa: poco pagate, documenti sequestrati , sfruttate, spesso maltrattate anche fisicamente e a volte abusate. Il fenomeno è diventato così preoccupante da far intervenire le autorità di un paese, l'Indonesia, al fine di tutelare le condizioni di vita delle sue connazionali emigrate in quei paesi, anche attraverso accordi specifici al riguardo. Il caso recente che ha fatto ‘scatenare’ l'intervento dell'Indonesia è stato infatti l'uccisione di una domestica da parte del suo ‘padrone’ arabo.
E che dire della lapidazione, prevista dall'Islam e ancora
praticata ,anche se , fortunatamente, il fenomeno non è più molto diffuso: ma
ANCHE UNA SOLA LAPIDAZIONE E' DI TROPPO!!. Il caso più recente, segnalato dalla
BBC all'inizio di novembre, riguarda l'Afghanistan dove, nella provincia di
Ghanzi, madre vedova e figlia sono state lapidate per ‘deviazione morale e
adulterio’. Viene riportato che un gruppo di talebani è entrato nell'abitazione
delle donne, le hanno trascinate in cortile, lapidate e uccise senza che i
vicini siano intervenuti.
Questi casi lasciano veramente allibiti e senza parole.
Questi casi lasciano veramente allibiti e senza parole.
Maria Bortoluzzi - continua
giovedì 28 febbraio 2013
Intorno alla Poesia
Il nostro amico Vittorio Coluccia, che frequenta il Corso
di Scrittura, ci manda queste sue interessanti considerazioni, che pubblichiamo
con piacere, e che speriamo possano stuzzicare qualche commento.
![]() |
| Charles Baudelaire |
non è per "mostra di sé" o per difendere una "categoria" alla quale solo mi avvicino, ma per onestà intellettuale.
Paolo, se per la prof. va bene, inseriscilo pure nel nostro blog.
'Notte a tutti
Vittorio
Si è
parlato in questi giorni, nel corso del Gruppo di Scrittura, di Poesia ed in
particolare del DECADENTISMO FRANCESE.
Ho sentito pareri diversi e a volete irrispettosi, a volte anche giudizi negativi sugli autori.
Mi chiedo: come ci si avvicina all’ascolto della poesia? Con quale animo e talvolta… con quale presunzione?
Forsela
Poesia è
per tutti? Dovrebbe, ma certamente non per tutti allo stesso modo.
Ho sentito pareri diversi e a volete irrispettosi, a volte anche giudizi negativi sugli autori.
Mi chiedo: come ci si avvicina all’ascolto della poesia? Con quale animo e talvolta… con quale presunzione?
Forse
Come
nasce una poesia:
I
”Poeti” moderni vivono una loro personale situazione emozionale e talvolta,
per cause non facili a dirsi, esprimono in “forma poetica” le loro emozioni e,
a volte, quello che in passato poteva sembrare un mero esercizio tecnico,
richiede ora con forza di essere espresso in una forma libera, dove anche la
forma indica sostanza e richiama l’attenzione sul senso delle parole e del
verso.
Talvolta
è il tormento come pure l’entusiasmo che originano una emozione, e l’uno e
l’altro procurano una sofferenza che viene poi espressa.
Leggere
una poesia:
Per
avvicinare quindi una poesia è necessario farlo con umiltà o almeno con
discrezione, quasi in punta di piedi. Superata l’agevole ritmica della poesia
tradizionale dove cuore fa rima con amore e storna con non ritorna e la cadenza
metrica accompagna il verso che suona un impercettibile sottofondo, osserviamo
che la moderna poesia vive spazi espressivi di grande libertà stilistica che
libera con lo scritto le palpitazioni intime del poeta; sono vibrazioni e
turbamenti, innamoramenti e tormenti propri di una sensibilità capace di
percezioni sottili che a volte rivelano la delicatezza di un animo e spesso la
sua fragilità e quindi … la sua debolezza.
Emozione
è spesso sinonimo di sofferenza.
Bisogna
quindi considerare lo stato d’animo che vive il poeta, l’ambiente e la storia
sua e del suo tempo e forse possiamo capire un po’ di più.
Ma il
capire non è importante quanto il sentire. Sentire vuol dire partecipare del
tormento del poeta e quindi emozionarsi con lui.
Allora
il messaggio è arrivato.
Buona
poesia a tutti!
Vittorio Coluccia -
Sacile 27 febbraio 2013
domenica 4 novembre 2012
Concorso letterario
Domenica 9 settembre

I testi premiati sono pubblicati nel sito del Comune di Aviano, che potete raggiungere cliccando QUI
in Piancavallo
Alle ore 15.00 presso Palaghiaccio
Premiazione del concorso
“Favole nel bosco”.
“Favole nel bosco”.
Il concorso era articolato in
tre sezioni: bambini e ragazzi, adulti, testo in parlata.
La vincitrice del concorso
per la sezione adulti è risultata
Valeria
Pederiva !
del Gruppo di Scrittura
UTE di Sacile, con il racconto:
La Transumanza.
La Transumanza.
Il premio è un buono per acquisto libri del valore di 300 euro.

![]() |
| La simpatica presenza di Ramiro Besa dei Papu |
I testi premiati sono pubblicati nel sito del Comune di Aviano, che potete raggiungere cliccando QUI
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