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giovedì 11 marzo 2021

Concorso Pianistico Internazionale del FVG

Buongiorno a tutti, l’UTE ha il piacere di segnalarvi un incontro 
condotto da Chiara Mutton su incarico di PianoFVG
previsto per domani venerdì 12 marzo h14
sarà una conversazione a più voci con musicisti, maestri, 
esponenti del mondo culturale europeo sul tema della “Musical Diplomacy”.
L’accesso è libero, sulla piattaforma Zoom (trovate qui sotto il link). 
Traduzione simultanea in doppia lingua, italiano/inglese.
La vostra partecipazione sarà molto gradita, così come ovviamente 
la condivisione dell’evento con i vostri contatti.
 

PianoFVG - Concorso pianistico internazionale del FVG
PianoFVG - International Piano Competition

I N V I T O

CEI PIANO FORUM

"Musical Diplomacy”

When Music Speaks, Everybody Understands

March | 12 | Marzo 2021 h14.00 

(GMT+1, Italy)
web meeting on Zoom
(italian / english)
 
Durante il Forum saranno annunciati i concorrenti ammessi alla fase finale del Concorso 
e i vincitori dei Premi Speciali 
During the Forum will be announced the list of the competitors admitted to the final round 
of the Competition and the winners of the Special Prizes

info
biografie dei relatori /speakers’ biography (download)
https://www.pianofvg.eu/cei-piano-forum-2021/
 


venerdì 14 novembre 2014

SALUTE E BENESSERE

Argomento

L'arte del dialogo: strategie per affinare la capacità di capire e farsi capire. Gestire conflitti e litigi

Gradito incontro, giovedì' 13 novembre, con il dott. Daniele Baron Toaldo, psicologo dello Studio Concetto di Pordenone, per continuare a parlare dell’ “arte del dialogo”. 
Utili consigli per migliorare la qualità delle nostre comunicazioni e conversazioni, per comprendere meglio noi stessi e gli altri, per evitare  trappole che spesso ci impediscono, anche inconsciamente, di dialogare.

venerdì 7 novembre 2014

SALUTE E BENESSERE

Argomento
L'arte del dialogo: strategie per affinare la capacità di capire e farsi capire. Gestire conflitti e litigi

Giovedi' 6 novembre 2014 la dottoressa Sara Danesi, psicologa e psicoterapeuta, ha tenuto viva l'attenzione dei presenti con un'ampia e dettagliata spiegazione sul modo di gestire i conflitti.
E’' sempre importante rispettare la posizione dell'altro, ascoltando veramente quello che dice e accettando il confronto. Alla fine ha coinvolto tutti proponendo di scrivere, a coppie, risposte a situazioni particolari, cui è seguito un dibattito.

giovedì 6 novembre 2014

Ciao Alberto !!!

Riceviamo con grande piacere una mail dall'amico Alberto Quintavalle, e la pubblichiamo molto volentieri, perché è anche una testimonianza positiva a quanto proposto da Giovanni Coluccia nel post appena pubblicato, dove si parla di Giovanni Verga e del ciclo dei Vinti.
Grazie Alberto, noi tutti contiamo di rivederti presto, anche perché dobbiamo fare le prove per la prossima rappresentazione teatrale, e tu sei uno degli interpreti principali!

Salento - 2013 - foto di Alberto Quintavalle
Carissimi Paolo e amici tutti, anche se forzatamente e fisicamente lontano, vi sono sempre vicino e attento alle vostre attività che seguo tramite blog. Dopo aver letto quanto scritto da Giovanni Coluccia e il commento di Paolo, vorrei inserirmi nel dibattito riportando quanto scritto tempo fa da un politico (con alcune mie modifiche) per capire la differenza tra sconfitti e vinti.
Essere sconfitti non pregiudica una vittoria finale, se la posizione dalla quale si parte è onesta, volitiva, con obiettivi certi e in grado di ottenere attorno a sé consenso, amicizia e amore senza  mai perdere la speranza di risollevarsi.
Vinto invece è colui che fa proprie le ragioni del vincitore, di fatto abiurando tutto ciò che era il suo bagaglio culturale, perdendo la speranza di risollevarsi e la forza di reagire, ignorando l'aiuto di chi gli sta attorno.
In questi anni io ho subito tante sconfitte, ma non mi sento ancora vinto. 
Saluto tutti e vi auguro ogni bene, in modo particolare a Maria. 
Un abbraccio da Alberto

N.d.R. - Altri commenti potete trovarli nel post pubblicato in data 4 novembre.

mercoledì 29 ottobre 2014

Antropologia Culturale

Il nostro amico Carlo Zoldan è tornato per presentarci il suo ultimo libro “Villeggiare in posta (de Buia)”, nel quale riprende la sua narrazione di micro storie di ambiente rurale da dove l'aveva lasciata con “Miserere e bandiera rossa”.
Ci spiega che “le poste erano le casere con stalle e prati, a mezza montagna, dove venivano trasferiti gli animali in primavera; proprio per questo, in zone vicine, questi siti erano chiamati maiolére, da maio, maggio, mese appunto in cui avveniva il trasferimento” (dal primo racconto, che dà il titolo alla raccolta).
Grazie Carlo, e alla prossima!

giovedì 23 ottobre 2014

I mestieri di una volta e le condizioni delle donne

Martedì 21 ottobre, per il ciclo "Antropologia Culturale", abbiamo avuto il piacere di avere tra noi la professoressa Claudia Andreazza, coadiuvata dalla figlia Valentina.
Durante l’incontro ci ha parlato dei faticosi lavori delle donne e del loro sfruttamento tra campi, filande, casa e figli negli anni di fine ‘800, non tralasciando di nominare alcuni scrittori del periodo Verista che ne hanno parlato.
Nei primi del '900 sono arrivate le nuove fabbriche anche a Sacile, nelle quali ancora molte donne hanno continuato a prestare la loro opera, e dove è continuato il loro sfruttamento.
In particolare si è soffermata su una fabbrica di bibite (molti tra i presenti se la ricordavano), 
fondata dai nonni e produttiva fino al 1974.
Un grazie alla docente, confidando di averla ancora tra noi.

              Servizio di Adriano Toffolon

giovedì 9 ottobre 2014

ANTROPOLOGIA CULTURALE

Anche quest'anno abbiamo ritrovato il nostro amico Carlo Zoldan, che ci ha parlato della solidarietà nei mestieri di una volta, proiettandoci anche un video sulla coltivazione del "formént", attraverso una ricostruzione sui metodi di lavoro dell'epoca.
Grazie all'amico Carlo, e al prossimo incontro.






              Foto di Adriano Toffolon

giovedì 31 gennaio 2013

Veneti e friulani in Romania: un’emigrazione dimenticata.

Questo l’argomento dell’incontro con Paolo Tomasella, architetto e dottore di ricerca in architettura tecnica all’Università di Trieste.
Tra Ottocento e Novecento emigrarono in Romania molti veneti e friulani, che trovarono lavoro grazie ai loro mestieri tradizionali. Gli edili, i tagliapietre, gli scalpellini, i fornaciai e i boscaioli, ed anche mosaicisti e terrazzieri diedero il loro contributo per la costruzione di dimore prestigiose e palazzi pubblici.
Alcuni raggiunsero notevoli livelli di professionalità e prestigio.
Nel 1948 i lavoratori stranieri furono costretti a scegliere fra cittadinanza romena forzata o rientro in patria.

L’Arch. Tomasella ha inoltre presentato il suo libro “La nostalgia della casta bellezza”, dove si delineano  le vicende umane di numerose famiglie che migrarono in Romania.






Un sincero grazie all’architetto Tomasella per la sua interessante e piacevole lezione.







foto di Adriano Toffolon

venerdì 11 gennaio 2013

ANTROPOLOGIA CULTURALE

Giovedì 10 Gennaio

Argomento:

Il ruolo dell’emigrazione nell'evoluzione del modo di pensare, di agire e di rapportarsi con gli altri e nella trasformazione delle abitudini di vita e delle tradizioni popolari dell’Altolivenza.

Docente: Carlo Zoldan - studioso di etnologia e paleografia


Il nostro amico Carlo Zoldan ci ha spiegato come l’emigrazione abbia prodotto diversi effetti, innanzitutto il fatto che le donne, rimaste in patria, hanno dovuto sobbarcarsi anche i lavori pesanti che prima erano affidati agli uomini, fra cui la coltivazione dei campi, ma un effetto è stato anche il cambiamento dei costumi e dell'abbigliamento, dovuto alle novità imparate all'estero e riportate nei paesi d’origine. 

domenica 28 ottobre 2012


E’ di recente pubblicazione, a cura del Circolo Ricreativo Fiaschetti, una pubblicazione di Carlo Zoldan, che tutti noi dell’UTE conosciamo da tempo quale docente del corso di Paleografia, e per aver tenuto delle lezioni ai corsi generali.
La pubblicazione, dal titolo MISERERE E BANDIERA ROSSA - trenta giorni per ricordare, è una raccolta di trentuno racconti, frutto di una ricerca sui comportamenti e tradizioni della gente contadina della zona di Sarone e Fiaschetti di Caneva. Come dice l’autore nella sua premessa “Ogni racconto si riferisce a fatti realmente accaduti, a gesta di personaggi caratteristici, ad aneddoti sentiti raccontare dai nonni, dai genitori, da anziani del paese, ad altri vissuti personalmente”. E anche l’uso di numerose espressioni dialettali evidenzia le caratteristiche peculiari della zona, differenti da quelle dei paesi vicini.
Il  libro, stampato nel mese di aprile, è stato presentato in diverse sedi della provincia di Belluno e Pordenone.
Per parlare del nostro amico Carlo ci vorrebbe uno spazio infinito nel nostro blog.
Noi lo ringraziamo di cuore per il piacere che ci ha procurato la lettura, e lo attendiamo per la serie di incontri, nella nostra sede, previsti per il mese di gennaio.

Per una biografia completa, potete collegarvi ad un sito molto interessante cliccando  QUI.