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martedì 14 febbraio 2017

ARCHEOLOGIA

14 e 23 febbraio 
L’Ellenismo: una cultura senza confini
la scultura, eccellenza dell’arte ellenistica
le influenze ellenistiche nell’arte romana
docente: Raffaella Bortolin 
    
Con la morte di Alessandro Magno, ha inizio l’ellenismo, un periodo storico di circa tre secoli considerato come il primo momento moderno dell’antichità per la diffusione e la facilità di assimilazione degli elementi culturali. Il corso si propone di indagare le principali espressioni artistiche, in particolare scultoree, che con straordinaria vitalità hanno arricchito il panorama culturale del tempo, tanto da divenire un importante modello di riferimento anche per l’arte imperiale romana. 

Raffaella Bortolin, archeologa, si è laureata in Lettere Classiche presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, si è specializzata in Archeologia classica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha conseguito il Dottorato di Ricerca all’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove è stata cultore della materia in Archeologia delle Province Romane ed ha ottenuto l’affidamento del laboratorio Archeologia preventiva per l’anno in corso. Ha pubblicato contributi in diversi volumi, le monografie Archeologia del miele e Il Leontocefalo dei Misteri Mitriaci (2012). Dal 2001 al 2012 è stato membro della Missione Archeologica Italiana a Hierapolis di Frigia (Turchia) e dal 2004 ha coordinato lo scavo dell’insediamento rustico di Brentino Belluno (Verona), di cui attualmente segue il progetto di valorizzazione in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Veneto. Oltre a condurre numerosi scavi e ricerche nel territorio nazionale, collabora con diversi enti anche per la Catalogazione dei beni archeologici.

La battaglia di Isso fra Macedoni e Persiani - 333 a.C.

martedì 18 novembre 2014

Archeologia

Archeologia dell'Alto Livenza
Siti di particolare interesse

A cura della dott.ssa Silvia Pettarin

Incontro particolarmente interessante quello di martedì 18 novembre, relativo ai vari ritrovamenti archeologici  fatti nel corso degli anni nelle nostre zone.
Un notevole merito e ricordo va al conte Giuseppe di Ragogna, ex proprietario del Castello di Torre, che fin dagli anni '30 iniziò un'opera di scavi, raccogliendo numerosi reperti, molti dei quali oggi conservati nella sua dimora che è diventata Museo Archeologico di Pordenone.
Un particolare ringraziamento alla dott.ssa Pettarin per le interessanti e gradite informazioni storiche.

Nota: per maggiori informazioni e approfondimenti potete collegarvi al sito dell'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria cliccando qui:  http://www.iipp.it
Ed anche al sito del Gruppo Archeologico di Polcenigo cliccando qui: http://www.grapo.it/

mercoledì 12 novembre 2014

ARCHEOLOGIA

Martedì 11 novembre - in preparazione della visita  alla mostra prevista per il 25 novembre

Passaggi e scambi commerciali fra gli uomini preistorici fra Istria e Friuli,

Adriatico senza confini: vie di comunicazione, crocevia  di popoli nel 6.000 a.c.

Incontro  con la dott.ssa Paola Visentini
del Museo Archeologico di Udine
e curatrice della mostra.
  
ADRIATICO SENZA CONFINI, 
Castello di Udine sino al 22 febbraio 2015
Il percorso espositivo intende far conoscere le più importanti acquisizioni di decenni di indagini archeologiche nell’Adriatico orientale, compiute da parte degli archeologi di Italia, Slovenia e Croazia. La mostra è organizzata dal Museo Archeologico dei Civici Musei di Udine in collaborazione con il Museo Friulano di Storia Naturale e si apre sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica.
Il periodo che si intende trattare nella mostra è marcato da cambiamenti economici cruciali, quali l’introduzione dell’agricoltura e dell’allevamento, che condussero alla creazione di un nuovo legame tra l’uomo e l’ambiente. L’uomo diviene un fattore ecologico determinante, capace di lasciare ovunque traccia del suo passaggio: i paesaggi naturali divengono lentamente spazi abitati e coltivati, le comunità umane si radicano nel territorio ed esprimono la loro identità culturale essenzialmente attraverso i materiali, in particolare nell'espressione decorativa dei manufatti ceramici. Ed è in base ai tratti decorativi di questi reperti che è possibile riconoscere ora i contatti tra le comunità e le loro differenze.

mercoledì 5 novembre 2014

ARCHEOLOGIA

Martedì 4 novembre

Argomento
Ludovico di Caporiacco: Ain Doua - la scoperta dimenticata
Le pitture rupestri del deserto Libico.
  
Docente
Alessandro Rinaldini - giornalista testate nazionali

Alessandro Rinaldini ci ha raccontato una storia dimenticata, quella del conte udinese Ludovico di Caporiacco, che nel maggio del 1933, in pieno deserto libico, fece una fra le più belle scoperte archeologiche in fatto di pitture rupestri nel massiccio del Gebel Auenat.
Per tutti, però, quella scoperta è attribuita al conte ungherese Ladiszlao de Almasy, quello del libro e del film “Il paziente inglese”.
E da allora, per tutto il mondo archeologico, quelle pitture di Ain Doua sono state scoperte da Almasy. E’ ora, invece, che a settant’anni di distanza “il paziente udinese” dimenticato da tutti, finalmente guarisca.

venerdì 23 novembre 2012

Giovedì 22 novembre
Argomento
Le migrazioni in Europa: l’arrivo dei popoli barbari. 
I Goti e la presenza dei Longobardi in Italia e in Friuli.
Docente
dott. Luca Villa - Soprintendenza per i beni archeologici del Friuli Venezia Giulia.

Tempietto longobardo a Cividale

I Longobardi erano una popolazione germanica orientale che, nel 568, arrivano in Italia guidati da Alboino e, come prima cosa, occupano Cividale, che allora si chiamava Forum Iulii perché Giulio Cesare la fece municipium attorno al 50 a.C.
Estesero progressivamente il proprio dominio sulla massima parte del territorio italiano continentale e peninsulare.
Il dominio longobardo fu articolato in numerosi ducati, che godevano di una marcata autonomia rispetto al potere centrale dei sovrani insediati a Pavia.
Il Regno longobardo cessò di essere un organismo autonomo nel 774, a seguito della sconfitta subita a opera dei Franchi guidati da Carlo Magno.
Gran parte delle notizie  storiche si hanno grazie all'opera Historia Langobardorum di Paolo Diacono, monaco, storico e poeta (720-799).

giovedì 15 novembre 2012

ARCHEOLOGIA

Giovedì 15 novembre

Argomento

Le civiltà antiche e i loro influssi nella formazione della cultura europea: 
il vicino Oriente Antico.

Docente

dott.ssa Martina Zanon - archeologa



Giardini pensili di Babilonia

venerdì 9 novembre 2012

ARCHEOLOGIA - le invasioni barbariche


Giovedì 8 novembre
Argomento
Le migrazioni in Europa: l’arrivo dei popoli barbari. 
I Goti e la presenza dei Longobardi in Italia e in Friuli.
Docente
dott. Luca Villa - Soprintendenza per i beni archeologici del Friuli Venezia Giulia.

I Goti furono un gruppo di tribù germaniche orientali che invasero l’Europa nell'ultimo periodo dell’Impero Romano d’Occidente.
Originari della Scandinavia, sbarcarono a ondate successive sulle coste del Baltico e da qui si spinsero a sud conquistando le popolazioni che trovarono sul loro cammino. 
Arrivati a contatto con il mondo romano, furono a più riprese nemici dei vari imperatori e a volte alleati contro altre popolazioni barbariche nel corso di tutto il III e IV secolo.
Il gruppo dei Goti più occidentale si stabilì sulla sponda non romana del fiume e stabilì un regno indipendente centrato sulla provincia abbandonata dai Romani della Dacia, il regno dei Visigoti. Mentre i Goti rimasti in Ucraina stabilirono un vasto e potente regno sul mar Nero. Questo gruppo veniva chiamato degli Ostrogoti.
i Goti erano temuti perché i prigionieri che catturavano in battaglia venivano sacrificati al loro dio della guerra.

Nel 535 Giustiniano decise di liberare l'Italia da questo popolo. Aveva inizio la guerra gotica, e nel 553 il generale bizantino Narsete li sconfiggeva definitivamente.

Nel 568 i Longobardi iniziarono la conquista dell’Italia. 
Ma di questo si parlerà la prossima volta.

Foto Adriano Toffolon