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sabato 22 febbraio 2020

ANTICHITA’ CLASSICA

Storia Antica e Archeologia

docente: Francesca Trinco, insegnante di Lettere e Latino
Turan e Venere: immagini e testi delle divinità della bellezza, dell’amore e della fecondità.
Utilizzando le poche immagini della dea etrusca, si tenterà di fare un confronto con la latina Venere, attraverso alcuni testi letterari dei più grandi poeti di Roma antica: Lucrezio, Virgilio e Orazio
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docente: Raffaella Bortolin, laureata in Lettere 
Classiche, Archeologa
Moda, costume e bellezza nel mondo antico.

Oreficeria e società nel mondo greco e macedone. La moda costituisce una delle molteplici espressioni di una società, sia dal punto di vista culturale che sociale: pur nascendo nell’età preistorica per rispondere a esigenze anzitutto funzionali, nel corso dei secoli la moda ha vissuto un’evoluzione attraverso la quale gli individui e i gruppi hanno comunicato tra loro, trasmettendo la propria identità.

Bellezza e seduzione nel mondo romano. La moda, intesa come ricerca dell’abbigliamento e dell’acconciatura più appropriati, deve essere messa in relazione con la cura quotidiana della persona, con il trucco del volto e con la scelta dei gioielli da indossare: esigenze che rispondono a un desiderio di distinzione, di bellezza e armonia, di raffinatezza ed eleganza, volti a dimostrare il possesso di uno status che definiva i sessi, i ruoli, lo stato anagrafico, l’appartenenza ad aggregazioni sociali in cui riconoscersi (ordini civili, religiosi o militari). Sulla base delle testimonianze archeologiche, il percorso proposto intende evidenziare alcuni comportamenti sociali propri del “costume” greco e macedone, nonché del mondo romano.







 




         Foto di Alberto Quintavalle

giovedì 28 novembre 2019

STORIA DELL'ARTE

Giovanni Antonio de’ Sacchis detto Il Pordenone.
Un pittore itinerante nell’Italia del Rinascimento
docente: Gabriele Crosilla
diplomato in Violino al Conservatorio di Trieste e laureato in Storia dell’Arte presso l’Università degli Studi di Trieste, è attualmente docente di Storia dell’Arte in un Liceo di Pordenone.
  
Un pittore itinerante nell’Italia del Rinascimento Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto Il Pordenone, è uno dei grandi maestri del nostro Cinquecento. Friulano, nato verosimilmente nel 1483, dopo gli esordi legati al clima artistico delle sue terre riuscì a coniugare sapientemente i modi di Giorgione, la maniera tosco-romana di Michelangelo e Raffaello e l’asprezza del mondo nordico.
Questa capacità di sintesi, e di operare con prestezza, lo portò a girovagare tra il Friuli, Venezia, Treviso, Cremona, Mantova, Piacenza, Cortemaggiore e Ferrara.
Denominato non solo magister summus, ma anche pictor modernus, in vita riscosse grande successo, suscitando perfino le invidie di Tiziano. Fu colto da morte improvvisa mentre di trovava alla corte di Ferrara nel gennaio del 1539, tanto da far sospettare a Vasari (1568) che si trattasse di venificio; Boschini (1660), un secolo più tardi, accusò addirittura Tiziano di essere il mandante della morte.

in collaborazione con Aladura                                                        foto di Alberto Quintavalle


giovedì 24 ottobre 2019

Storia dellaCucina

La storia a tavola:
l’età romana e il Rinascimento
docente: Elisa Pallavicini 
Si è laureata all’Università di Udine in Lettere e filosofia ad indirizzo storico, con una tesi specialistica in Storia e Civiltà europee sull’argomento di un Libro di spese per la cucina risalente alla metà del XIV secolo. Si dedica a progetti di studi e conferenze storiche su temi legati alla storia dell’alimentazione, collaborando spesso, con laboratori ed attività didattiche, a mostre ed eventi espositivi sul territorio friulano.

in collaborazione con Piccolo Teatro Città di Sacile progetto Anniversary
Un approccio storico innovativo che affronta la conoscenza di alcuni periodi storici cruciali per la storia dell’alimentazione, esaminandone abitudini, gusti, ricette e ricettari. I due periodi presi in esame sono stati scelti in abbinamento con il percorso che UTE e Piccolo Teatro Città di Sacile hanno condiviso nel 2019 nell’ambito del progetto “Speciale Anniversary”: l’età romana (in omaggio all’anniversario di
fondazione della città di Aquileia, di cui ricorrono i 2200 anni) e il Rinascimento, età del genio Leonardo, che saranno presi in esame attraverso una parte teorica, arricchita dalla visione di ingredienti dimenticati, ed una pratica, con assaggio di preparazioni con ricette fedeli agli originali dell’epoca.
 
 










mercoledì 23 ottobre 2019

Antichità Classica

La Bellezza nel modo greco
docente: Paolo Venti
Insegnante di latino e greco al Liceo Leopardi Majorana di Pordenone; scrittore, ha pubblicato diversi volumi sui suoi lunghi viaggi in compagnia solo della sua bicicletta.

Dalla bellezza dell’eroe alla bellezza dell’atleta
Gli dei sono belli, quasi tutti, e chi non lo è viene espulso. Anche gli eroi sono bellissimi, la forma fa parte della loro natura eccezionale. Nel mondo degli uomini le cose non sono così perfette e occorre inseguire con fatica e competitività un ideale di bellezza. Nasce così l’atletismo che vede nella forma ideale del vincitore olimpico l’apice di perfezione cui l’umanità può giungere, fonte di onore per la città che lo ha generato e di ispirazione per molta della statuaria e dell’arte in genere.

Dalla bellezza delle dee alla bellezza delle donne
La storia della letteratura greca in fondo nasce da una gara di bellezza femminile, il giudizio di Paride, ma perfino la guerra che ne deriva nasce in seguito al fascino irresistibile della bellezza. Passando attraverso i lirici, soprattutto attraverso Saffo, Alcmane, Ibico che hanno assunto la bellezza a tema centrale della loro poesia, ma anche attraverso la difficile riflessione della tragedia e poi della filosofia, la grecità continua il suo percorso di confronto con il tema della bellezza, delizia e croce al tempo stesso per noi poveri mortali.

venerdì 18 ottobre 2019

Fotografia sociale

La storia attraverso la fotografia
docente: Giancarlo Rupolo
Fotografo di origini canevesi, è attivo dalla fine degli anni Settanta, ha al suo attivo 45 mostre fotografiche personali e 72 collettive.
Ha vinto premi prestigiosi soprattutto per merito della sua fotografia sociale.

Racconto per immagini dalla caduta del muro di Berlino a oggi
In questa lezione di Giancarlo Rupolo si assisterà all’utilizzo della fotografia come mezzo di informazione ed illustrazione di quella che è stata l’evoluzione geopolitica, sociale e religiosa nell’Europa Orientale a partire dall’epocale evento della caduta del Muro di Berlino fino ai giorni nostri.
Immagini e proiezioni che vanno ad “impaginare” in maniera indelebile e molto spesso dura, ma reale, momenti di vita vissuta e subita da generazioni di intere popolazioni ed etnie.
Fiume, Sarajevo, il massacro e il dolore di Srebrenica, la caduta del regime comunista e le elezioni del 1990 in Romania, attraverso le immagini delle carceri di Ceausescu, la vita nei campi Rom in Albania ed infine la desolazione di Chernobyl dopo il disastro ecologico.

La fotografia sociale è un ambito della fotografia che vuole portare alla luce, raccontare, descrivere e documentare una situazione a forte impatto sociale per cercare di sensibilizzare o nel migliore dei casi di trovare una soluzione ai problemi.
Quest’ultima è forse una considerazione troppo utopistica, ma è ciò a cui dovrebbe aspirare la fotografia sociale per farsi reale: far riflettere e portare un cambiamento sociale.
Quale mezzo espressivo e di comunicazione la fotografia, forse più di altre arti, può colpire direttamente la sensibilità degli individui con un grande impatto emotivo.







mercoledì 16 ottobre 2019

Storia contemporanea


Musica e parole contro il muro
Per ricordare il trentennale della caduta del Muro di Berlino.

docente: Andrea Busato
insegnante di filosofia e storia al Liceo Grigoletti di Pordenone; ha completato gli studi musicali, diversamente messi a frutto: attualmente è flautista 
della Pordenone Big Band di Juri Dal Dan.
  

Negli anni e nei giorni che hanno preceduto, accompagnato e seguito la caduta del Muro di Berlino, musicisti della tradizione sia classica che pop hanno incrociato con quella data epocale momenti significativi della loro esperienza artistica.
Nel mirino di un sistema mediatico che ha reso quelle occasioni autentici eventi agli occhi dell’opinione pubblica occidentale e orientale, quei momenti sembrano oggi essere leggibili come tasselli di un lungo racconto in cui il significato di quelle note e di quelle parole è andato forse oltre le intenzioni degli stessi artisti che hanno calcato il palcoscenico della capitale tedesca.
Cosa può ancora dirci oggi quell’esperienza, in che modo può contribuire al racconto di vicende che restano nella memoria collettiva dei meno giovani e su cui la generazione digitale dovrebbe interrogarsi con curiosità e interesse?
Ce lo chiederemo insieme, fra le note di David Bowie e di Bach, di Beethoven e dei Pink Floyd.

in collaborazione con Aladura 
L’Associazione culturale Aladura di Pordenone nasce nella primavera del 2008. Si rivolge ai giovani e agli adulti con lo scopo di far conoscere persone portatrici di valori e testimonianze autentiche con al centro del percorso l’uomo in divenire. Aladura, in dialetto nigeriano yoruba, significa “oranti, persone che pregano”. Le due palme dal fusto slanciato e chioma rigogliosa, sono simbolo di ascesa, rinascita, vittoria.


giovedì 3 maggio 2018

Conferenza storica

martedì 3 MAGGIO 

Storie friulane: Frate Odorico da Pordenone e Padre Marco d'Aviano,
viaggiatori e missionari

partner: Circolo della Cultura e del Bello

Relatori:
Marco Volpe
laureato in Scienze e Tecniche del Turismo Culturale, alla Università di Udine.
Walter Arzaretti
promotore e postulatore dei Beati Odorico da Pordenone e Marco d'Aviano.
Claudia Andreazza 
ricercatrice e referente per Sacile dell'opera storica e religiosa europea del beato Marco d'Aviano.

Da sinistra: Walter Arzaretti, Claudia Andreazza, MarcoVolpe
Il viaggio di evangelizzazione in Cina di frate Odorico da Pordenone nel 1318 e sua presenza alla Corte del Gran Khan: percorso storico, geografico e culturale nell'Asia del 1300.
Padre Marco d'Aviano, frate cappuccino nato ad Aviano il 17 novembre 1631, fu predicatore noto in tutta Europa e consigliere spirituale dell’Imperatore Leopoldo I d’Asburgo. Nel 1683 contribuì a liberare la capitale austriaca sotto assedio, fermando l’avanzata dell’esercito ottomano verso l’Europa occidentale: da Aviano a Vienna, a piedi scalzi, con la passione per la pace e l'armonia dei cuori.



venerdì 9 febbraio 2018

STORIA ANTICA

ARCHEOLOGIA
Giovedì 8, 13 e 22 febbraio

Sulla scia del vento - tra mito e storia
docenti: Francesca Trinco - Raffaella Bortolin
Nell’antichità la conoscenza dei venti era molto importante perché connessa con la pratica della navigazione. Come accadeva per le altre forze della natura anche i diversi venti sono stati personificati e quindi divenuti oggetto di narrazione mitica. Sulla loro scia i popoli antichi hanno solcato il Mediterraneo soprattutto per motivi commerciali; ma assieme alle merci si scambiavano anche idee, costumi e diverse visioni del mondo.
Francesca Trinco
Eolo, le Eolie e Odisseo a cura di Francesca Trinco
Le principali imbarcazioni del mondo antico a cura di Raffaella Bortolin
Le antiche rotte commerciali tra mito e storia a cura di Francesca Trinco
L’iconografia dei venti a cura di Raffaella Bortolin

Francesca Trinco, nata a Udine nel 1961, è laureata in Lettere presso l’Università Cà Foscari di Venezia. Insegna Lettere e Latino dal 1993 presso l’ISIS G.A. Pujati di Sacile.
Collaborazione ventennale con l’UTE di Sacile.

Raffaella Bortolin, archeologa, si è laureata in Lettere Classiche presso l’Università Ca’ Foscari di
Venezia, si è specializzata in Archeologia classica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha conseguito il Dottorato di Ricerca all’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove è stata cultore della materia in Archeologia delle Province Romane ed ha ottenuto l’affidamento del laboratorio Archeologia preventiva per l’anno in corso.
Ha pubblicato contributi in diversi volumi, le monografie Archeologia del miele e Il Leontocefalo
dei Misteri Mitriaci (2012). Dal 2001 al 2012 è stato membro della Missione Archeologica Italiana
a Hierapolis di Frigia (Turchia) e dal 2004 ha coordinato lo scavo dell’insediamento rustico di Brentin

martedì 14 febbraio 2017

ARCHEOLOGIA

14 e 23 febbraio 
L’Ellenismo: una cultura senza confini
la scultura, eccellenza dell’arte ellenistica
le influenze ellenistiche nell’arte romana
docente: Raffaella Bortolin 
    
Con la morte di Alessandro Magno, ha inizio l’ellenismo, un periodo storico di circa tre secoli considerato come il primo momento moderno dell’antichità per la diffusione e la facilità di assimilazione degli elementi culturali. Il corso si propone di indagare le principali espressioni artistiche, in particolare scultoree, che con straordinaria vitalità hanno arricchito il panorama culturale del tempo, tanto da divenire un importante modello di riferimento anche per l’arte imperiale romana. 

Raffaella Bortolin, archeologa, si è laureata in Lettere Classiche presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, si è specializzata in Archeologia classica presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e ha conseguito il Dottorato di Ricerca all’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove è stata cultore della materia in Archeologia delle Province Romane ed ha ottenuto l’affidamento del laboratorio Archeologia preventiva per l’anno in corso. Ha pubblicato contributi in diversi volumi, le monografie Archeologia del miele e Il Leontocefalo dei Misteri Mitriaci (2012). Dal 2001 al 2012 è stato membro della Missione Archeologica Italiana a Hierapolis di Frigia (Turchia) e dal 2004 ha coordinato lo scavo dell’insediamento rustico di Brentino Belluno (Verona), di cui attualmente segue il progetto di valorizzazione in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Veneto. Oltre a condurre numerosi scavi e ricerche nel territorio nazionale, collabora con diversi enti anche per la Catalogazione dei beni archeologici.

La battaglia di Isso fra Macedoni e Persiani - 333 a.C.

mercoledì 8 febbraio 2017

STORIA dell’ARTE CONTEMPORANEA

Martedì 7 e giovedì 16 febbraio
Scenari di arte e di guerra: 1900-1920
 docente: Lorena Gava

La Prima Guerra Mondiale raccontata attraverso le opere di alcuni tra i più importanti artisti del Novecento nazionale e internazionale. Dai fasti della Belle Époque alle avanguardie di inizio secolo, emergono i segni e le figure che annunciano l’inesorabile dramma di uno degli eventi più tragici della storia contemporanea.

L’"espressionismo" è un movimento culturale europeo circoscrivibile a circa un ventennio che coincide con i primi anni del 1900, inquadrabile nelle cosiddette avanguardie artistiche e sviluppato soprattutto in Germania tra il 1905 e il 1925. 
Alcuni degli espressionisti guardano alla guerra come alla possibilità di un nuovo ordine sociale. Un conflitto mondiale può essere il colpo di spugna da loro desiderato per far nascere un nuovo stile di vita: si auspica la purificazione dell'Europa, il tramonto di tutte le antiche strutture di potere. Molti artisti, animati da questi principi, si arruolano e combattono al fronte come volontari, ma il risultato è quello di prender coscienza degli orrori della guerra, che li sconvolgono al punto di portarli in qualche caso a smettere di dipingere. In altri casi, la guerra diventa contemporaneamente fonte di ispirazione, incubo, ossessione.
Dopo la guerra l'espressionismo assume connotazioni esasperatamente realistiche, che si spingono fino all'estrema durezza, alla brutalità, alla rappresentazione dell'orripilante. 

Otto Dix - Trittico sulla guerra - 1932

Lorena Gava (Vittorio Veneto, 1966), laureata in Lettere ad indirizzo artistico all’Università degli Studi di Padova, critico e storico dell’arte, è docente di Storia delle Arti Visive presso il Liceo Francesco Da Collo di Conegliano (Tv). Nel 1999 ha fatto parte della Commissione Docenti di Storia dell’Arte per il Progetto Sirio (piano di studi serale per gli Istituti Turistici nazionali). Collabora con numerose istituzioni per la realizzazione di conferenze ed eventi. Suoi interventi critici compaiono in pubblicazioni e cataloghi relativi a personalità del mondo dell’arte nazionale ed internazionale.
È consulente didattica dei testi di Storia dell’Arte Dossier Arte editi nel marzo 2015 per i tipi Giunti T.V.P. Treccani. Fa parte del comitato critico di consulenza editoriale del Catalogo dell’Arte Moderna (Editoriale Giorgio Mondadori).
Foto di Adriano Toffolon


P.Mondrian  (1872 - 1944) - Pittore olandese

Nonostante siano molto famosi, anche se spesso imitati e banalizzati, i quadri di Mondrian dimostrano una complessità che smentisce la loro apparente semplicità. I quadri "non rappresentativi", per cui è conosciuto e che consistono in linee perpendicolari e campiture di colore geometriche in colori primari (rosso, giallo, blu) col bianco, il nero o il grigio, sono in effetti il risultato di una continua ricerca di equilibrio e perfezione formale, evoluta stilisticamente nel corso di tutta la sua vita.

Tableau  --  1921