mercoledì 30 maggio 2012

Festa di fine Anno Accademico




Anche quest'anno siamo giunti al termine.
Vi regaliamo alcune foto, scattate durante la cerimonia di chiusura, dal nostro amico, nonché VicePresidente, nonché Alpino, nonché valido e insostituibile collaboratore
Adriano Toffolon.
Altre foto le trovate nel nostro album fotografico, che potete aprire cliccando QUI.
Ci rivediamo a scuola in autunno, comunque nel blog continueremo a pubblicare anche durante le vacanze, perciò continuate a seguirci.








Per ingrandire cliccate sulle foto

















































Per ritirare gli attestati di frequenza all'anno accademico appena trascorso, potete rivolgervi in segreteria UTE dal lunedì al giovedì dalle 15.00 alle 18.00.


venerdì 18 maggio 2012

 I tre Santi de iazo (I tre Santi di ghiaccio)

Ci eravamo illusi che l’estate fosse scoppiata in anticipo ed invece sono arrivati, puntuali, i tre Santi de iazo,come vengono chiamati a Trieste. Servazio, Pancrazio e Bonifazio si presentano, nell’ordine, tra il 12 e il 14 maggio, portando con sé brutto tempo, calo della temperatura e, talvolta, anche neve. Non sbagliano mai e lo sanno bene i triestini che, molto li temono, perché  normalmente interferiscono con giornate di bel tempo, di sole già quasi estivo che li invoglia ad andare al mare, per poi ripiombare in un clima tardo-autunnale con bora forte. Mia mamma non portava mai in tintoria i cappotti prima che fossero passati i suddetti Santi e lo stesso faccio io,  ligia agli insegnamenti  materni. A mio marito, che ogni tanto guarda con sospetto queste mie tradizioni, ho ricordato proprio in questi giorni di brutto tempo come anche a casa sua, dove si allevavano i bachi da seta, nei giorni dei “Santi de iazo” bisognava far fuoco per tenere al caldo i bruchi, i cosiddetti “cavalier”, bisognosi di tepore. Le tradizioni popolari hanno sempre un fondamento e raramente sbagliano. Noi ci illudiamo che in questa nostra era tecnologica tutto si possa controllare e prevedere, per poi scoprire che basta un nulla per sparigliare le carte. Agli affezionati lettori del blog dedico questa poesia in dialetto triestino, scritta da un poeta di nome Argimiro Savini e dedicata ai tre Santi che in questi giorni ci hanno fatto tirar fuori dall’armadio felpe e maglioni.
                                                                                                                             Lucia Accerboni

Credevimo finì 'sto bruto inverno!
Inveze qua xe ancora un tochetin!
Fa un fredo can, che guai se 'l fussi eterno.
Ma intanto consolemose un fiatin;
xe el solito tran-tran de ogni ano:
co par che de l'inverno semo fora,
fra copa e colo, senza far gran dano,
tre giorni vien con fredo, piova e bora!
Se iera za vestidi più legeri:
capoti al monte, o messi in naftalina!
A ciapar sol se 'ndava volentieri,
sui monti atorno o pur zo per marina!
De novo roba greve ficar suso,
se no xe pronto, pronto un rafredor!
E quanti in giro za che storzi el muso
 perchè no i spuza ancora de sudor!
No xe po' in fin de far 'ssai meravee
el calendario parla s'ceto e neto!
Vardè le date ve s'ciarirè le idee:
ve accorzarè che 'l xe propio perfeto!
Xe quei tre santi che no fala mai:
San Pancrazio, Servazio e Bonifazio!
Xe colpa lori tre de ‘sto zavai:
I vol che per sudar paghemo el dazio.


mercoledì 16 maggio 2012

La Speranza

Non ti voltare.
Non ricordare.
Qui, ora,
solo candide vele
sulla bianca schiuma,
sulla linea del mare.

Vaghe immagini
di  più vasti orizzonti:
giovanili slanci
verso un domani
di sogni sognati…
di desideri realizzati.

Non parole
che sanno di sale
non anomale onde
che ci travolgono
e  lasciano in noi
un senso di vuoto e di male.

Sull’umida sabbia
del lungo litorale
le nostre orme,
intrecciandosi,
sembrano unite per sempre
quasi immortali.

I fatti attuali,
anche se gravi,
risucchiati e confusi
dalla musica del mare,
ci sembrano lontani,
quasi “irreali”…

Ci si può ancora
tenere per mano.
Sapere che ci siamo.
Pensare al futuro,
credere nella vita
e andare lontano.

Titti
Sacile, 5 maggio 2012

domenica 13 maggio 2012

Marta Roghi intervista Lya De Barberiis

Una pianista di fama mondiale!
Tutti agitati e preoccupati, abbiamo atteso con vera trepidazione l'11 maggio dove, in sede UTE, abbiamo avuto l'onore di ricevere per un'intervista Lya De Barberiis.
E' la seconda volta che provo a scrivere le mie sensazioni, i risultati ottenuti e le cose più salienti del dialogo che si è svolto davanti al pubblico, fra l'altro interamente ripreso dalla televisione locale. Non so ancora se ci riuscirò.

Inizio con un deferente e caloroso benvenuto.
Battuta veloce: “Dammi del tu e chiamami Lya!”
Facile, penso io, e come faccio? Tento di parlare della sua arte, dei suoi successi, della rivoluzione attuata in campo musicale negli anni '50 assieme al suo grande Maestro Alfredo Casella.
Risposta: “Sciocchezze, era solo rigore stilistico imparato in Francia, a Parigi, con maestri molto molto severi. In Italia si sa, la severità non esiste.”
“Momenti da ricordare?” dico io “da rivivere come indimenticabili?”
“Tutti, quando si suona è sempre emozione!”
Fine. 
Prende il microfono che poi non usa, lo fa girare qua e là; dice quello che vuole, quello che le piace di più in quel momento, iniziando da quello che pare a lei. Discorso ingovernabile, intervista inesistente, e la tv là in fondo, inesorabile, ad immortalare il mio nulla. E' caldo, ma a me sembra di essere nel deserto in agosto...In prima fila notano la mia tensione che però via via si stempera quando lei mi prende la mano, mi guarda l'anello, lo gira, le piace.
Tocca la collana, mi dice che è bella e dove l'ho trovata. E la tv che ci riprende...
Ha voglia di essere frivola, donna, nonostante i suoi  dichiarati 93 anni, ed io la sto ammirando e invidiando. E via con la musica: le domando della sua bella vita di virtuosa del piano. La risposta è che avrebbe voluto fare il direttore d'orchestra, che era preparata e bravissima, ma era donna, e ciò non poteva esserle concesso.

Lya De Barberiis è genio e sregolatezza, è quello che non ti aspetti, è l'artista capricciosa ma educatissima che fa ciò che vuole senza ferire nessuno, che gioca con le persone, le smonta e rimonta, che spariglia le carte e pure bara...
Dice a tutti che lei ama Mozart perchè è facile, e dice di sé di non capire nulla, forse è per questo che le piace suonare la musica del genio di Salisburgo.
Io resto gelata: “Facile!!?”
“Sì, facile, lo puoi suonare anche tu!” mi avverte.
“Domani provo!” dico io, e un po’ ci credo.
Peccato che il giorno successivo, in un incontro casuale in un bar della Piazza di Sacile, mi dice la verità: “Mozart è difficilissimo da suonare!” e mi spiega, stavolta seria, il perché. Io non posso capire, mi parla di tecniche e di strumenti.
Batte il bastone per terra e grida: "Difficilissimo!"
Mi ero illusa. 
Instancabile ed abile giocatrice, ci mette tutti dove vuole lei. La vivacissima intelligenza, il talento e una personalità fuori dal comune fanno di lei una donna speciale.

Grazie per essere stata con noi, Lya, grazie alla donna che non avrebbe voluto essere una grande pianista, ma un Arturo Toscanini in gonnella.
Se fosse nata uomo, ne sono sicura, ci sarebbe ampiamente e bellamente riuscita.  
                                                                                                                               
                                                                                                                                  Marta Roghi

 foto di Adriano Toffolon





















                                                                                                                       

Per altre informazioni e per ascoltare un po' di pianoforte, potete cliccare sui seguenti link:



martedì 8 maggio 2012

 11 maggio

Sede Ute Sacile, h17.00
Borgo San Gregorio, 
ex-Pretura 
via Garibaldi 62

intervista a cura della prof.ssa Marta Roghi 
Presidente Ute Sacile
con l’amichevole partecipazione della FIDAPA
Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari – sezione di Pordenone

ingresso libero
a seguire, visita guidata alla mostra
“Fazioli: quando la musica nasce da un sogno”
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contatti | info
Ute Sacile, tel. 0434 72226